TRUMAN - UN VERO AMICO E’ PER SEMPRE

TRUMAN - UN VERO AMICO E’ PER SEMPRE

Come si va all’assalto secondo certi monumenti”. Era il titolo di una vignetta firmata da Giuseppe Novello, nato a Codogno come Maurizio Milani. Bravo pittore e perfido illustratore del “Signore di buona famiglia”, del “Cosa dirà la gente” e del “Resti tra noi” (erano storie e situazioni della seconda metà del novecento, vanno tutte benissimo anche adesso). Sotto il titolo, si vedevano molte statue, equestri e no, di ufficiali e capitani appartenenti a varie epoche, tutti con la spada sguainata “a favore macchina” (così si direbbe nel cinema, “a favore scultore” è più realista). Tutti in posa plastica sul piedistallo. Tutti ridicoli se poggiati a terra e immaginati alla guida di un esercito. Giuseppe Novello torna utile per introdurre “il cinema di buona famiglia”. Esemplare perfetto è questo film spagnolo, da ribattezzare subito: “Come ci si prepara alla morte secondo certi sceneggiatori”. Furbi, anzi furbissimi, che alternano lacrimucce e sorrisi, e aggiungono il cagnolone Truman. Cani e bambini fanno sempre spettacolo, figuriamoci se uno spettatore può resistere a un bullmastiff che deve essere dato in adozione. Il padrone Ricardo Darín – attore argentino trasferito a Madrid, lo vediamo recitare con la parrucca in “Les Liaisons Dangereuses” – è infatti moribondo. Lo si capisce a sentirlo parlare, più che a vederlo. E comunque nel film nessuno mai alza la voce, nessuno si arrabbia, nessuno ha un gesto non contemplato dal galateo, salvo le scuse per la complicità in un paio di corna (prontamente ritirate, visto che il cornuto ha scambiato la fedifraga per una ragazza più giovane e già incinta). Il malato ha deciso di smettere con le cure – così sussurra all’amico Julian venuto da trovarlo dal Canada – dopo aver consultato dottori da spot pubblicitario (“venite a curarvi da noi”) bellocci e dalla recitazione ingessata. Va detto che la gara con Ricardo Darín (“Il segreto dei suoi occhi”) e Javier Cámara (“Parla con lei”) è persa in partenza, gareggiano già abbastanza tra di loro. Offre un momento di allegria la coppia di lesbiche che vuole adottare il cane per curare i traumi del bimbo russo, adottato a sua volta. Se pensate che prima di morire uno deve andare in libreria per comprarsi un manuale – “lo farei se dovessi visitare una città che non conosco”, dice il saggio – è il film per voi.

 

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