MR CHOCOLAT

MR CHOCOLAT

Non c’è nulla di male a modificare una storia vera per renderla più interessante. Ha ceduto anche Alex von Tunzelmann, titolare sul Guardian della rubrica “Reel History”. Dopo aver fatto le pulci a decine di pellicole in costume, calcolandone l’esatta distanza dalla storia, si è lasciato affascinare dalla finzione. Per festeggiare l’uscita del suo libro, intitolato come la rubrica e sottotitolato “La storia secondo il cinema”, fece l’anno scorso sul Guardian una lista dei 10 film storici più infedeli e bizzarri (da “Berretti Verdi” a “Reds” passando per “Lisztomania” di Ken Russell, con Ringo Starr nella parte del Papa). Non c’è nulla di male a modificare un storia per renderla più interessante. Ma è la prima volta che vediamo un film modificare la storia (dello spettacolo, in questo caso) per renderla meno interessante. Su “Circopedia”, la wikipedia del circo, abbiamo letto la storia di Foottit, il clown che lavorava in coppia con “Chocolat”, facendo ridere i parigini di inizio Novecento (il nome vero era Rafael Padilla, nato a Cuba nel 1860 circa). Molto più interessante di come risulta dal film di Roschdy Zem, regista francese di origine marocchina. Si capiscono le buone intenzioni, si capisce il faretto puntato sul nero che nella coppia comica prende gli schiaffi, si capisce la reinvenzione della storia in nome dello schema “ti ho trovato in un pulcioso circo di provincia, ti ho portato nel miglior circo parigino, ora arrivi in scena sbronzo, non fai uno straccio di prova e non mi sei neanche grato”. Non si capisce perché tacere il fatto che Chocolat già lavorava in un circo di Parigi quando Foottit fece coppia con lui. Lavorava come “culo di cavallo” – avete presente i cavalli di pezza con due uomini dentro? – in coppia con un celebre comico che quando non era orario di spettacolo lo faceva lavorare in casa come cameriere. Per una salsa finita sul vestito di un ospite fu licenziato in tronco, e Foottit – presente alla cena – capì che quella goffaggine si poteva sfruttare nell’arena. Da solo, Foottit imitava Sarah Bernhardt facendo ridere anche Sarah Bernhardt, venuta apposta al circo. Nel film, la sua parte tocca al bravissimo James Thierrée, nipote di Charlot. “Chocolat” – rovinato dall’alcol, dalle droghe, da uno che in prigione gli solletica la coscienza politica – è Omar Sy di “Quasi amici”.

 

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