AMORE, FURTI E ALTRI GUAI

AMORE, FURTI E ALTRI GUAI

La colonna sonora sui titoli di testa – firmata dal jazzista belga Nathan Daems – ricorda il lavoro del musicista Pietro Umiliani per “L’audace colpo dei soliti ignoti” di Mario Monicelli, anno 1961. Fa qui la parte del solito ignoto un giovanotto palestinese che lascia il lavoro da muratore a Gerusalemme, con regolare permesso, per rubare macchine nei territori dove vive. Colpo non proprio audace, per aprirle basta una stecca nascosta nei calzoni, e i pezzi di ricambio si cominciano a vendere cominciando dalla preziosa autoradio. Intanto sogna di fare il calciatore in Italia, nella Fiorentina, ma servono 5.000 dollari che non ha (ha invece un padre che gli dice “buono a nulla”, e un truffatore che lo fotografa con la maglietta della squadra, come se fosse già almeno in panchina). Intanto – ce ne sono vari,  di “intanto”, il giovanotto ha un sacco di tempo libero – va a trovare l’amante abbandonata quando era incinta, cinque anni prima (lei ha trovato un ricco marito, che allegramente tradisce da quel dì). Il colpo diventa audace quando nel bagagliaio della macchina scopriamo un soldato israeliano, rapito per uno scambio di prigionieri. Potrebbe essere la svolta, e il passaporto per l’Italia, se il nostro fosse solo un po’ più sveglio, e la situazione politica solo un po’ meno complicata. Oltre alla colonna sonora (bellissima e usata a proposito, mentre ci aspetteremmo musiche mediorientali) si fa notare la smagliante fotografia in bianco e nero: il regista ha studiato a San Francisco, e sa come si mette insieme una produzione più che dignitosa a basso costo. E’ meno attento alla trama, scritta con il fratello Rami Alayan, al lavoro degli attori, e mostra qualche incertezza sul genere, quando non usa gag collaudate (e non riesce a inventarne di sue come farebbe l’altro regista palestinese Elia Suleiman). Il prigioniero che deve pisciare con le manette, la vecchietta cieca che vorrebbe riparata la radio dai due giovanotti di passaggio, l’incapacità assoluta di fare una mossa che non risulti idiota (figuriamoci architettare un piano), l’amante che si nasconde sotto il letto all’arrivo del marito. Un altra serie di gag riguarda “palestinesi contro il resto del mondo”: il nostro vuol giocare nella Fiorentina ma la sola vista del David di Donatello senza mutandoni ascellari alla Fantozzi – o scatolone, che si fa prima – lo urta.

 

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