STAR WARS – IL RISVEGLIO DELLA FORZA

STAR WARS – IL RISVEGLIO DELLA FORZA

Le prime impressioni non si dimenticano. La prima impressione, dopo aver visto “Star Wars” che allora si chiamava ancora “Guerre stellari”, non fu esaltante: “Ma come, un film con una principessa e nessuno che se la sposa?”. A poco servirono gli altri due titoli della prima trilogia, quando la passione non divampa è difficile rimpiazzarla con il ragionamento. Ammettiamo un brividino di curiosità per Yoda, ma il “che la forza sia con te” non siamo mai riusciti a prenderlo sul serio, e meno che mai il lato oscuro della medesima. Siccome non abbiamo vissuto gli ultimi decenni su Marte – e anzi ci siamo pazientemente sottoposti alla visione della seconda trilogia, che ha fatto infuriare anche i fanatici – ammiriamo la potenza dell’immaginazione lucasiana, celebriamo i successi al botteghino, perfino la schiera di adepti che conoscono ogni dettaglio della saga. Ci inginocchiamo davanti al fatto che basta un rantolo e subito pensiamo a Darth Vader, e ancora abbiamo in testa il meraviglioso bar di mostri intergalattici visto nel primo film e ampiamente citato in questo capitolo inaugurale della terza trilogia (fermamente voluta dalla Disney, che nel  2012 ha comprato la Lucasfilm per 4 miliardi di dollari e deve far fruttare l’investimento: detto questo, a noi vedere Topolino vestito da cavaliere Jedi un po’ di turbamento incestuoso lo procura). Sette film dopo il primo, la regia tocca a J. J. Abrams, che ha tra gli altri meriti quello di aver rinnovato la saga “Star Trek” (un caso più grave, la serie anni Sessanta era fantastica, ma ormai consunta a furia di ricavarne film mediocri). Mette al centro dell’azione una ragazza tosta – l’attrice Daisy Ridley, un futuro assicurato da bella delle galassie, e nessun cavaliere tanto coraggioso da corteggiarla – che vende rottami e sa pilotare un aereo. Aggiunge un nero che di soprannome fa “libero arbitrio”, essendo uno Stormtrooper pentito, alla prima uscita sul campo di battaglia. Per intermezzo comico, un robottino sferico che dovrebbe essere l’evoluzione della specie rispetto a R2-D2 (e invece a noi ha ricordato il nostro vero amore, lo spazzino-robot “Wall-E” della Pixar). Non si affatica a inventarsi una trama: i fan amano sentirsi raccontare sempre la stessa favola, funziona così. Colpo di scena, la ricomparsa di Harrison Ford e Carrie Fischer: i titolari della premiata ditta passano le consegne agli eredi.

 

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