LA ISLA MINIMA

LA ISLA MINIMA

Paludi del Guadalquivir, inquadrate dall’alto. Molto somiglianti alla Louisiana di “True Detective” prima stagione (la seconda ha per sfondo Vinci, immaginaria cittadina californiana tra tangenziali e industrie inquinanti). L’aria di famiglia non si ferma qui: una coppia di detective ognuno ombroso a modo suo, interni bui con molti trofei di caccia, due ragazze sparite durante una festa paesana, un’omertà che ammutolisce i testimoni, spostamenti e appostamenti in macchina, segreti in cui i forestieri non devono mettere il naso (i locali sanno guardare dall’altra parte al momento giusto). 10 Goya – noti come gli Oscar di Spagna – premiano il film di Alberto Rodríguez, fotografato da Álex Catalán in tutte le sfumature del tabacco, d’après gli scatti del sivigliano Atín Aya. Il regista vide quindici anni fa una sua mostra, intitolata appunto “Marismas del Guadalquivir”: ogni volta che qualcuno fa riferimento a “True Detective” dice che no, assolutamente, le paludi e le risaie e i barchini per risalire i canali sono totalmente made in Spain. Come l’ambientazione nel 1980, cittadina di Villafranco: il caudillo è morto da cinque anni, all’omertà che copre i misfatti di oggi si aggiungono le conseguenze dei misfatti trascorsi (ovviamente il detective maturo ne nasconde qualcuno, mentre il giovane ne va esente, per questo lo chiamano idealista). Le ragazze sono scomparse, forse volevano andarsene lontano dal padre, il primo a disprezzarle per un comportamento che il resto del paese definisce “allegro”. Ma non sono le prime a scomparire, complica la faccenda un negativo fotografico che le mostra spogliate. Quando le paludi risputano cadaveri o piedi mozzati, anche la Guardia Civil deve riconoscere che in giro ci potrebbe essere un serial killer. Alberto Rodríguez ha imparato il mestiere da David Lynch (fioccano le citazioni da “Twin Peaks”) e da David Fincher (il film di riferimento è “Seven”). Per mettere i suoi detective in posizione svantaggiata fa fermare l’auto di servizio, con carro attrezzi che viene in soccorso, dopo i titoli di testa. Dice l’enciclopedia che le paludi del Guadalquivir sono patrimonio dell’Unesco e producono il 40 per cento del riso spagnolo. Il doppiaggio distratto parla sempre e solo di “vendemmia”.

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