Il sapore del successo

Il sapore del successo

L’unico cuoco simpatico è il ratto Remy, ai fornelli nella Parigi di “Ratatouille”. Gli altri, tra trasmissioni tv e memoir dell’orrore come “Kitchen Confidential” di Anthony Bourdain, spingono a desiderare per il resto della vita un piatto di pasta con un filo d’olio. A patto che la conversazione passi in rassegna i libri, i film, le serie tv, i pettegolezzi su chi conosciamo e su chi non conosciamo. Tocca invece il contrario: vanno molto le conversazioni su macellai e verdurai a chilometri zero, nella scodella impiattamenti a montagnetta che destano sospetti più di una valigia abbandonata all’aeroporto. Per contorno, riferiamo due o tre cose appena imparate in materia. Anche sui treni ormai si parla solo di cibo, la signorina del sedile a fianco sentenzia: “se il mio fidanzato legge che in un piatto ci sono tre ingredienti, e non li vede tutti e tre, ci rimane male” (ecco perché impiattano e destrutturano: perché nessuno al palato sa più capire che c’è il macinato nel ragù, bisogna esibirlo a parte). Da un amico scrittore abbiamo appreso che le ragazze non si fanno più impressionare dalla letteratura, rimorchia di più chi annuncia “faccio il cuoco”. Infine, la chiacchiera culinaria non sostituisce altri piaceri affievoliti per raggiunti limiti di età: ne parla anche chi ha gli ormoni ancora in tumulto. Europudding era la spregiativa etichetta affibbiata alle coproduzioni europee, un attore per ogni nazione che ci metteva un po’ di soldi e garantiva la distribuzione. Tale e quale alla cucina di Adam Jones, chef di talento che intende riconquistare le tre stelle Michelin dopo un periodaccio di autodistruzione. Che Bradley Cooper abbia talento ai fornelli, lo dicono nel talmente tante volte che siamo costretti a crederci (mostrarlo sullo schermo però mai, come se al ristorante ci dessero da sfogliare un libro di ricette). Nella sua cucina ci sono Riccardo Scamarcio, Omar Sy e Sienna Miller, con figlia a carico che la fa arrivare in ritardo (segue sfuriata). Prima nessuno vuol lavorare con il reietto dal cattivo carattere – a occhio dovrebbe essere ispirato a Gordon Ramsey. Poi i rivali si mettono in allarme. Proprio quando i fantasmi del passato – leggi: debiti da droga – si ripresentano. E assieme a loro gli ispettori della Michelin. Un menu degustazione, uno che sceglie alla carta, una posata  per terra per verificare quanto è attento il personale di sala.

 

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