MEDIANERAS – INNAMORARSI A BUENOS AIRES

Buenos Aires: i grattacieli con le pareti di vetro e le baracche. I cinque vani con terrazza e le case a scatola da scarpe. Una città che volta le spalle al fiume, annuncia la voce fuori campo del giovanotto Martín. Imputa agli architetti tutti i malanni della società, soprattutto i suoi propri.

MEDIANERAS – INNAMORARSI A BUENOS AIRES

Buenos Aires: i grattacieli con le pareti di vetro e le baracche. I cinque vani con terrazza e le case a scatola da scarpe. Una città che volta le spalle al fiume, annuncia la voce fuori campo del giovanotto Martín. Imputa agli architetti tutti i malanni della società, soprattutto i suoi propri. Da dieci anni non esce di casa, vive davanti al computer progettando siti web. Il primo per conto del suo strizzacervelli, appuntamento due volte a settimana. Dedicato alle fobie, avremmo voglia di vederlo per intero: invece dobbiamo accontentarci del giochino che totalizza più clic. Si chiama Pills Out, perfetto per gli insonni che cercano di liberarsi dagli psicofarmaci, e invece di contare le pecore fanno partite di Pac Man con le pastigliette verdi e blu. Nel tempo libero, Martin fa un videogioco ispirato al Padrino: “Ho sconfitto otto volte la famiglia Corleone”. Sempre la voce fuori campo, non fastidiosa perché funziona come nei film di Wes Anderson. A differenza di quel che capita nei film italiani, dove serve a spiegare quel che lo sceneggiatore non è riuscito a mostrare, accompagna le immagini – splendide, il direttore della fotografia si chiama Leandro Martínez, un riconoscimento va anche ai montatori – con effetti comici. Le rare volte che Martin esce di casa, lo fa con un kit di sopravvivenza: psicofarmaci, coltellino svizzero, tre preservativi e tre film di Tati. Arduo, date le condizioni, trovarsi una fidanzata, anche se sul profilo Facebook il tuo status dice “disponibilissimo”. “Ragazzo incontra ragazza” è l’inizio classico delle commedie romantiche. Il regista e sceneggiatore argentino Gustavo Taretto – classe 1965, qui espande un cortometraggio con lo stesso titolo uscito nel 2005 –  la prende da lontano. Siccome sa scrivere e dirigere, piazza una bomba sotto il genere e regala un film originale che ricorda “(500) giorni insieme” di Marc Webb, con Zooey Deschanel e Joseph Gordon-Levitt. Serve una ragazza, tra un inserto a fumetti e l’altro: a questo neanche il regista più sperimentale in materia di storie d’amore può rinunciare. Ed ecco Mariana, architetta che per campare fa la vetrinista. Dopo un fidanzamento durato quattro anni si è comprata metri della plastica che serve per imballare servizi di piatti e televisori, e fa scoppiare le bolle a una a una. Fatti l’uno per l’altra, se solo riusciranno a incontrarsi.

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