I NOSTRI RAGAZZI

Ci sentiamo anche un po’ colpevoli, per le volte che abbiamo detto “Il cinema italiano non sa inventare storie originali? Le prenda dai romanzi, gli scaffali sono pieni”.

Ci sentiamo anche un po’ colpevoli, per le volte che abbiamo detto “Il cinema italiano non sa inventare storie originali? Le prenda dai romanzi, gli scaffali sono pieni”. “La cena” di Herman Koch (Neri Pozza) ebbe un meritato successo grazie al passaparola. Raccontava una cena, dall’antipasto al dolce, di due coppie che vorrebbero parlare delle vacanze e si ritrovano a discutere dei figlioli quindicenni che hanno pestato a morte una barbona (sì, capita di sentire anche la frase “E’ giusto rovinare l’avvenire di un ragazzo per una bravata?”). Ci siamo sentiti colpevoli, perché la prima mezz’ora buona è uno studio – si fa per dire - d’ambiente: il fratello ricco e avvocato con l’annoiata moglie Barbie, il fratello medico ospedaliero con una moglie così seria che si pettina come negli anni 80. Roba che in un film americano sarebbe stata risolta in cinque minuti, con gli arredi e i vestiti giusti. Finalmente succede il fattaccio – sfortunati i lettori che già conoscono la storia – e quando le coppie discutono sul comportamento dei rampolli assassini, lo sceneggiatore dà forfait. Invece di sentire cosa dicono e quali giustificazioni avanzano, e come funziona lo scaricabarile – è figlio tuo, no anche figlio tuo – parte la musica.

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