ARANCE E MARTELLO

Raccontare (bene) l’Italia, seconda puntata. Diego Bianchi in arte Zoro sa scrivere, meglio di tanti sceneggiatori italiani che si spartiscono i film, i David di donatello e i nastri d’argento su piazza.

ARANCE E MARTELLO

Raccontare (bene) l’Italia, seconda puntata. Diego Bianchi in arte Zoro sa scrivere, meglio di tanti sceneggiatori italiani che si spartiscono i film, i David di donatello e i nastri d’argento su piazza. Racconta i banchi del pesce e della verdura – il carciofaro venera Padre Pio e mette santini e statuine nelle cassette - al mercato di San Lorenzo (minacciato di chiusura). E racconta il Pd che intende raccogliere 10 milioni di firme per far dimettere Berlusconi. I bancarellari chiedono aiuto alla locale sezione del partito: se non a loro, a chi tocca difendere i deboli e le classi popolari? I raccoglitori di firme – marito, moglie e poco più – indicono le primarie, minacciano scissioni, sospettano di ogni voto, fanno distinguo da far impallidire i sofisti. La signorina di coscia lunga e abitino corto scambiata per un’escort è in realtà una ricercatrice con esperienza internazionale. All’assemblea, quando è il suo turno da iscritta a parlare, spiega che certo, il mercato va chiuso in nome del progresso. In cambio bisogna aprire un farmer’s market, a chilometro zero, che venda prodotti biologici. Questa è l’Italia, questo è Pd, questo è il ceto medio riflessivo alleato con gli intellettuali contro i gelati di Matteo Renzi.  

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi