Liberaci dal male

Il profilo dello spettatore d’agosto – a giudicare dalle uscite nei cinema italiani, altrove non capita di aggirarsi in crisi d’astinenza aspettando i titoli autunnali – sta tra l’adolescente con esami di riparazione e il maniaco dell’horror.

Liberaci dal male

 

Il profilo dello spettatore d’agosto – a giudicare dalle uscite nei cinema italiani, altrove non capita di aggirarsi in crisi d’astinenza aspettando i titoli autunnali – sta tra l’adolescente con esami di riparazione e il maniaco dell’horror. C’erano una volta anche il cercatore di refrigerio e l’appassionato di film scollacciati: da quando i climatizzatori sono in tutte le case (non che quest’estate se ne sia sentito il bisogno) e il porno circola su internet sono figure in via di estinzione. Ai ragazzotti provvede “Cattivi vicini” (vedi articolo a fianco). I brividi arrivano da questo film di possessione demoniaca, girato dal regista di “The Exorcism of Emily Rose” (suo anche “Sinister” con Ethan Hawke, scrittore in crisi di ispirazione che si ritira con la famiglia dove è avvenuto un tremendo fatto di sangue: e si sa che a giocare con il fuoco si rimane scottati). Prologo in Iraq: il male che interessa al regista ha origini antiche, un richiamo all’ultima scena vista in “L’esorcista” di William Friedkin fa da omaggio e insieme da garanzia per lo spettatore stufo dei soliti serial killer. Quando le oscure presenze contagiano i soldati entrati – senza un vero perché, non sembrano esserci nemici in giro, solo immonde bestiacce – nelle catacombe scoperchiate da un’esplosione, il maleficio trova il suo biglietto aereo per New York. Aiuta lo spettatore distratto un pittoresco meticciato tra le facce imbrattate a scopo mimetico, le facce dipinte per i riti tribali, i tatuaggi metropolitani. Passa qualche anno e il reduce di guerra trova sui suoi passi il poliziotto Eric Bana, già sconvolto per un paio di episodi che paiono andar oltre la normale cronaca nera. Non capita tutti i giorni che una madre venga arrestata allo zoo del Bronx dopo aver offerto il piccino in pasto ai leoni. “The Exorcism of Emily Rose” – ispirato a un caso di cronaca accaduto in Germania – era così astutamente congegnato da far dubitare delle proprie posizioni anche lo spettatore scettico. Tratto dai racconti del poliziotto Ralph Sarchie, che in “Beware the Night” confessa “preferisco arrestare dieci rapinatori a mani nude che vedermela con il demonio”, “Liberaci dal male” non funziona altrettanto bene. Il prete – l’attore Edgar Ramirez, era Carlos lo Sciacallo nella serie tv di Olivier Assayas – ha una coazione a spiegare quel che già abbiamo stracapito. Dell’incappucciato misterioso potevamo fare a meno.

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