Cattivi vicini

Duecentosessantaquattro milioni di dollari incassati a fronte di diciotto milioni di dollari spesi garantiscono al regista (fa parte della galassia Judd Apatow) un futuro radioso nella commedia tra il demenziale e il pecoreccio.

Cattivi vicini

 

Duecentosessantaquattro milioni di dollari incassati a fronte di diciotto milioni di dollari spesi garantiscono al regista (fa parte della galassia Judd Apatow) un futuro radioso nella commedia tra il demenziale e il pecoreccio. Seth Rogen aggiunge di suo il giovanotto ormai padre e titolare di casetta con relativo mutuo, ancora attardato nei suoi anni ruggenti di feste, droghe, sesso sul divano del salotto. La bambina nel seggiolone osserva curiosa ogni tentativo di accoppiamento, la moglie Rose Byrne tiene ostinatamente addosso  la maglietta (“sembra di scopare con Tony Soprano”, è il lamento con il collega di lavoro). Una confraternita universitaria che prende alloggio nella villetta accanto fa scoppiare la guerra e scatena le gag: evitate se non vi fa ridere un allattamento alcolico ribattezzato white russian come il cocktail preferito dal grande Lebowski. Il critico di Hollywood Reporter, visto il film al festival texano South by Southwest, implorava un montaggio meno frenetico, così lo spettatore aveva il tempo di sghignazzare senza perdersi la battuta successiva. Per lo stesso motivo Billy Wilder in “A qualcuno piace caldo” aveva inserito le maracas nella scena in cui Jack Lemmon torna a casa dopo aver ballato il tango tutta la notte e annuncia “Sono fidanzata!” (con il milionario Osgood, che ha fatto bendare i suonatori). Un filino esagerato, a giudicare dalla versione italiana: resta il sospetto che qualcosa sia andato perduto nel doppiaggio. Evitate, di nuovo, se il vostro film di culto rimane “Animal House” con John Belushi e il suo toga party: a dispetto della citazione, che mostra un filmino in bianco e nero con universitari degli anni ’30 avvolti nei lenzuoli, neanche le feste delle confraternite son più quelle di una volta. I coniugi “abbiamo una casa e una bambina, ma non per questo vuol dire che siamo vecchi” partecipano alla prima – tremendo il tentativo di imitare il gergo dei diciottenni – e chiamano la polizia alla seconda. Il capo della confraternita Zac Efron nasce nella scuderia Disney: grazie a “High School Musical” (anno 2006) era il ragazzo più famoso d’America, tappezzeria fissa nelle stanze delle adolescenti. Una bella parte nel musical “Hairspray – Grasso è bello” di Adam Shankman (accanto a John Travolta vestito da grassona), e di recente in “Paperboy” di Lee Daniels con Nicole Kidman non sono bastati come trampolino verso una carriera adulta.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi