THE DARK SIDE OF THE SUN

THE DARK SIDE OF THE SUN

Una vita con l’esposimetro. Quando finalmente un dottore azzecca la diagnosi. Prima, la classica litania “cambia saponetta, sarai allergico al gatto, forse un’intolleranza alimentare, magari lo stress”. L’esposimetro non serve al fotografo: lo usa il paziente per misurare i raggi ultravioletti. I bambini ammalati di Xeroderma Pigmentosum non possono stare al sole: le cellule non riescono a riparare i danni provocati dagli ultravioletti, il rischio di tumori è altissimo, non esistono cure. “Si è ustionata sotto i miei occhi, nel salotto di casa, avevo tolto i sacchi della spazzatura messi da mia moglie per schermare le finestre…” racconta un padre ancora sconvolto dopo anni. Comincia così il documentario che Carlo Shalom Hintermann ha girato a Camp Sundown. Il campo estivo dove i “bambini della notte” – scorciatoia poetica per una vita sacrificata e quasi mai lunga – si divertono tra una gita notturna sul fiume e uno spettacolo di gufi. Lo hanno fondato un ventina di anni fa, nello stato di New York, Dan e Karen Nahar per la loro figlia Katie (nel frattempo è cresciuta, ha studiato e ora festeggia il diploma). Oggi accoglie ospiti di tutto il mondo, dando sollievo ai loro genitori. I bambini di Camp Sundown non potrebbero neppure stare su un set cinematografico, anche la luce artificiali emette ultravioletti. Per questo sono state messe a punto e fabbricate luci speciali, grazie al lavoro congiunto di Giancarlo Leggeri, direttore della fotografia, e Gianluca Bronzini della Tecnolight. I nomi delle persone e delle ditte sono d’obbligo perché il budget si indovina basso, nonostante il produttore Iginio Straffi, padre delle fatine Winx (i giochi luminosi dei bambini son frutto della stessa collaborazione). Per non presentarsi a mani vuote, il regista e il produttore Daniele Villa – con il montatore Piero Lassandro, che ha lavorato al progetto dall’inizio – hanno regalato videocamere e organizzato laboratori di arti visive, musica e recitazione. A dirlo così, sembra un progetto sociale e buonista come tanti. Ma noi abbiamo visto il film, e questo fa la differenza. Le animazioni di Lorenzo Ceccotti, sui disegni dei bambini, sono bellissime, da una favola moderna (soltanto in “L’arte della felicità” di Alessandro Rak se ne trovano di simili). Abbiamo apprezzato anche il tasso con i suoi brevi cenni sull’universo, e dire che di solito troviamo insopportabili gli animali parlanti.

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