MALEFICENT

MALEFICENT

Turbante in pelle a scaglie, corna di design, abito da pipistrello, zigomi sfaccettati come un diamante, Angelina Jolie – nella parte di Malefica, un nome e una garanzia – sibila “io non amo i bambini”. Rivolta alla culla rincara la dose: “Ti odio, bestiolina” (nella vita, assieme al marito Brad Pitt, viaggia con una carovana di marmocchi e fa l’ambasciatrice dell’Unicef). Scaglia una maledizione su Aurora, la piccina del fedifrago e troppo umano re Stefano: da ragazzini giocavano insieme, da adolescenti si giurarono amore eterno, poi lui l’abbandonò per schierarsi con gli umani, nemici giurati di chi vive nella brughiera. Come abbia fatto il salto da contadinello scalzo a sovrano è un mistero che il regista, ex art director più interessato alle scene e ai costumi che alla narrazione, lascia risolvere a noi. All’inizio di “Maleficent” siamo in zona Medea, poi la produzione Disney – in questo spin off revisionista di “La bella addormentata nel bosco”, gran successo della ditta nell’anno 1959 – addolcisce i toni. Più a tutela del pubblico adulto (l’infernale tripletta genitori, insegnanti, psicologi dell’età evolutiva) che del pubblico bambino. E’ un caso tipico di “curva del dormiglione”, dal titolo del film che Woody Allen girò nel 1973: un uomo si risveglia dopo due secoli di ibernazione e scopre che le cose vietate ai tempi suoi – come le merendine e la tv – non sono poi tanto dannose. Nel saggio “Tutto quel che ti fa male ti fa bene” (Mondadori), Steve Johnson applicava il meccanismo alle serie e ai videogiochi, demonizzati nel moderno dizionario delle sciocchezze ripetute per darsi un tono. Andrebbe applicato anche alla mania della dieta senza glutine: quanto ci vorrà per capire che grazie alla tortilla, alle piadine, a ogni tipo di pane e di focaccia, l’umanità ha svoltato l’ultimo paio di millenni almeno? Se il glutine facesse male, saremmo estinti da un bel pezzo. Aurora – da grande è Elle Fanning, la sorella bella e brava di Dakota Fanning – viene cresciuta come orfana da tre fate pasticcione. Quando nella brughiera incontra Malefica, che si aggira sempre in compagnia di Fosco, un corvo-schiavo a cui ha salvato la vita, la scambia per una benevola madrina (e si capisce che non vede l’ora di mollare il tunichette pastello per un bel completo dark). “Il male è di questo mondo, e non potrò proteggerti” sussurra la cattiva in via di pentimento.

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