FINDING VIVIAN MAIER

FINDING VIVIAN MAIER

In famiglia abbiamo un occhio per le buone occasioni” spiega John Maloof – figlio e nipote di svuotasoffitte e frequentatori di mercatini – all’inizio del curioso documentario sulla fotografa che nel 2007 era sconosciuta a google che tutto sa e nulla dimentica. Oggi il motore di ricerca, interrogato su Vivian Maier, in 32 secondi sputa otto milioni e mezzo di risultati. Non sapeva esattamente quanto buona, quando per 380 dollari comprò all’asta uno scatolone di negativi. Cercava fotografie poco costose per illustrare un volume su Chicago, le scartò perché inadatte, come tutti gli accumulatori seriali di cianfrusaglie decise che sarebbero tornate utili prima o poi. Alla seconda occhiata capì che erano bellissime e le mise su Flickr. Riscuotendo un notevole successo popolare, mentre i galleristi facevano gli snob. Oggi le foto scattate da Vivian Maier nelle strade di Chicago sono esposte ovunque con tutti gli onori, per vederle c’è un bellissimo sito. Le nostre preferite sono gli autoritratti, che mostrano la fotografa imponente e mascolina a dispetto di un nasino all’insù. Specchi, vetrine, e altre superfici riflettenti rimandano la severità di una donna che non si sposò mai, non ebbe figli, tenne nascosta a tutti la sua passione per la fotografia (però non distrusse negativi e rullini, lasciando la porta aperta al riconoscimento tardivo). Nel 2009 John Maloof scoprì un annuncio mortuario con il nome di Vivian Maier, e decise di risolvere il mistero. C’erano altre scatole piene di roba, nella casa di Chicago dove era morta. Non c’erano parenti: di lei si occupava qualcuno degli ex bambini che l’aveva avuta come tata e ancora ne ricordava il passo marziale e le scarpe stringate. Per quarant’anni era stata a servizio, amata dai bimbi e dai genitori. Smessi i panni di Mary Poppins diventava Diane Arbus, e non sempre le due personalità riuscivano a restare separate. Portava i bambini nei quartieri malfamati, sempre con la Rolleiflex appesa al collo (la maggior parte delle foto sono scattate in strada, accanto alle signore eleganti compaiono barboni e alcolizzati). Se un ragazzino cadeva dalla bicicletta, prima scattava e poi portava soccorso. La fotografia non lascia dubbi: il piccino con le ginocchia sbucciate è per terra, la mamma accorre, la tata sceglie l’inquadratura giusta per riprendere entrambi.

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