NOAH

NOAH

Poche pagine della Bibbia geneticamente modificate per diventare un kolossal d’autore. Darren Aronofsky non risparmia sulle spese: il film è costato 130 milioni di dollari, ottenuti dopo molti sforzi. Sconta la sua natura ibrida, frutto di una fissazione che il regista coltiva da tempo. A tredici anni vedeva Noè come un personaggio dark, oppresso dai sensi di colpa che rovinano la vita ai sopravvissuti. Iniziata nel 2007 e firmata con Ari Handel, la sceneggiatura accumula drammi interiori e personaggi di fantasia per rimpolpare la vicenda di Noè e della sua Arca. Costruita qui con l’aiuto di certi giganti in pietra dalle molte braccia, detti Guardiani e molto somiglianti ai Transformers (siccome siamo all’alba dell’umanità, non hanno ancora imparato a rimpicciolirsi e a scomparire nei tostapane). Sono angeli caduti in disgrazia per aver aiutato gli umani cacciati dall’Eden, il corpaccione di fango va inteso come castigo di Dio. Nel prologo, un trauma infantile: Noè ragazzino assiste all’uccisione del padre, perpetrata da un discendente di Caino, il feroce Tubal-cain. Entra il tema ecologico: buoni fanno un uso parco delle risorse che il creatore ha messo a loro disposizione, i cattivi sprecano e devastano il verde paesaggio (scordatevi il deserto, e anche i sandali: il guardaroba è post apocalittico, anche se l’apocalisse deve ancora arrivare). Da grande Noè fa brutti sogni, con serpenti e inondazioni. “Hai parlato con Dio?” chiede – serissima – la moglie Jennifer Connelly, madre dei suoi tre figli. “Sì, l’ho fatto. Mi ha detto che vuole distruggere l’umanità”. La famiglia va a trovare sulla montagna il nonno Matusalemme (Anthony Hopkins) per chiedergli consiglio; mentre attraversa un villaggio distrutto salva una bambina con la pancia squarciata: personaggio molto redditizio per quanto riguarda lo sviluppo drammatico. L’arca è maestosa, costruita con il legname di una foresta che miracolosamente cresce. Dio ha reso noto il suo disegno di legge – rifondare l’umanità. Ma i decreti attuativi mancano. Ecologo convinto – fin dai tempi in cui la terra non ne aveva nessun bisogno, ammesso che ne abbia ora – Russel Crowe vuole salvare solo le bestie. Darren Aronofsky ha girato un film a sua immagine e somiglianza, lo spettatore può prendere o lasciare. Noi abbiamo lasciato per sbadigli, déjà vu, eccesso di Grandi Domande, antipatiche signore e signorine.

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