NIMPH()MANIAC

NIMPH()MANIAC

Il buon samaritano Seligman la butta subito in filosofia: “Non ho mai conosciuto un essere umano cattivo”. Andava a fare la sua spesuccia da scapolo, in un vicolo vede una ragazza malconcia, la soccorre e se la porta a casa, le offre un pigiama pulito e una tazza di tè. Lei dice di chiamarsi Joe e comincia a raccontare la sua ninfomania. “Ho scoperto la mia fica quando avevo due anni” è l’esordio, seguono sconcezze infantili e adolescenziali, inni cantati con le amiche “mea vulva, mea vulva, mea maxima vulva”, la verginità persa con un meccanico imbrillantinato e dalle mani unte (qui l’immaginario erotico di Lars von Trier si fonde tragicamente con l’immaginario erotico di Ferzan Ozpetek in “Allacciate le cinture”, non è uno scivolone da poco). Di nuovo, Seligman viene in aiuto, stavolta con la matematica. Per nobilitare la (scarsa) prestazione di Jerome in canottiera scomoda la serie di Fibonacci, 1-1-2-3-5: al cinque è tutto finito, senza bisogno di levarsi i calzini. La filosofia – il Marchese De Sade insegna – è il più antico degli espedienti per trasformare una faccenda di sesso in un trattatello dalle smodate ambizioni culturali. La matematica conosciuta solo per via del “Codice da Vinci” abbassa un po’ il tono. Lo risolleva la musica di Bach: tre amanti ognuno eccellente nella sua specialità ne compongono uno perfetto e polifonico. Lars von Trier aggiunge il dottor Freud, misurando la distanza abissale dalla vecchia Vienna, quando bisognava spiegare con tatto alle signore che le paralisi e l’afonia erano riconducibili al sesso. A Charlotte Gainbourg-Joe che batte un solo chiodo, Stellan Skarsgård-Seligman risponde con libere associazioni. La gara tra ragazze a chi rimorchia più maschi sul treno gli ricorda “Il pescatore perfetto”, manuale seicentesco di Izaac Walton. Prima che lo chiediate: la versione in sala non offre granché, dal punto di vista del porno (ogni attore aveva la sua controfigura per le inquadrature dalla vita in giù, Charlotte Gainsbourg ha recitato con le mutande addosso, e nei flashback è rimpiazzata dall’ex modella Stacy Martin, poco somigliante e scarsa di carisma). Ed è solo la prima parte, la seconda esce il 24 aprile, per l’hard ci sarà il DVD. Il bianco e nero, il sacro e il profano, le dichiarazioni sull’amore che uccide più del sesso e altri brevi cenni sull’universo evitano la monotonia. La scena migliore tocca a Uma Thurman, vestitissima.

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