JIMMY P.

JIMMY P.

Fate conto: una doppia puntata di “In Treatment”, con un paziente pellerossa e uno psicoanalista ungherese. Per la maggior parte del tempo parlano e sarebbe stato gentile farlo sapere allo spettatore, come voleva l’altra metà del titolo originale: “Psicoterapia di un indiano delle pianure”. Non si può pretendere che l’iniziale puntata – sta per Picard – ricordi allo spettatore la Anna O. guarita nel 1880 da Joseph Breuer con l’ipnosi e citata da Sigmund Freud nei suoi “Studi sull’isteria”. La ventenne, vero nome Bertha Pappenheim, accusava emicranie, mezze paralisi, capogiri, cecità e sordità temporanea: fu lei a battezzare il trattamento del dottore “cura attraverso la parola”. Jimmy Picard ha combattuto la Seconda guerra mondiale sul fronte europeo, lavora nel ranch della sorella, soffre di quel che oggi chiameremmo crisi di panico (le stesse che sono al centro del memoir di Scott Stossel, “My Age of Anxiety”: il racconto di come, nonostante tutto, è riuscito a fare il giornalista, a parlare dignitosamente in pubblico, e ora a stupire i colleghi che lo consideravano calmo e razionale). I medici dell’ospedale militare di Topeka, specializzato nella cura dei reduci, trovano Jimmy perfettamente sano. Come ultima speranza, si era nel 1948, lo affidano a George Devereau, antropologo e psicoanalista che aveva cercato di conciliare le teorie di Freud, borghesi e viennesi, e le culture non europee, dando una mano a fondare l’etnopsichiatria. Si fa raccontare la storia di Jimmy e interpreta i suoi sogni: nel libro dedicato al caso, scritto in francese nel 1951 e con stesso titolo del film, l’ebreo convertito al cristianesimo spiega che proprio l’analisi del pellerossa lo aveva convinto ad adottare la teoria freudiana sui resti diurni, la condensazione, lo spostamento. Se però nel sogno compariva un orso, usava come strumenti i suoi studi di etnografia. In concorso al festival di Cannes 2013, Jimmy P. ha due attori da Palma d’oro (dimenticati per la troppa concorrenza) che risolvono qualche lentezza del copione. Il massiccio Benicio Del Toro, forte ma fragilissimo quando non riesce a capire quel che succede nella sua testa, e lo studioso Matthew Amalric (sosia di Roman Polanski e attore prediletto del regista francese Arnaud Desplechin). Nelle sale e in streaming su Mymovies.it, al prezzo di 3 euro e 99.

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