UNA DONNA PER AMICA

UNA DONNA PER AMICA

Saremmo di stretta osservanza Nora Ephron, così come il verbo viene espresso da Billy Crystal in “Harry, ti presento Sally…”: “Un uomo non può essere amico di una donna, perché di norma se la vuole portare a letto”. La domanda dell’ingenua Meg Ryan – “ma allora un uomo può essere amico solo di una donna brutta?” – conduce alla precisazione “No, perché di norma vuole portarsi a letto anche l’amica brutta”. Il film era del 1989, basta per misurare quanto terreno da allora è stato sottratto alla comicità. Scritte su un blog o su twitter, senza citare la fonte, le battute provocherebbero un bel po’ di scandalizzato cicaleccio. Non si può pretendere che i registi e gli sceneggiatori italiani vadano a ripassare gli originali, mentre scrivono e dirigono l’ennesima commedia con la scusa che ormai solo le commedie incassano. Non si può neppure pretendere che facciano due conti, chiedendosi quante commedie può vedere in un anno un pubblico che al cinema va sempre meno, e se accende la tv trova decine di serie americane che lo incollano al divano. Non si può pretendere. Ma neppure possiamo fingere divertimento di fronte alla portinaia pugliese dal dialetto incomprensibile, o alla surfista – Virginia Raffaele – che parla velocissima lasciando capire una parola su dieci: una gag è la fotocopia dell’altra, e i rispettivi personaggi servono solo a riempire i tempi morti. Geppi Cucciari è una Lorena Bobbit di provincia, castratrice di mariti che frequentano le amiche di Facebook (anche lei, con Valentina Lodovini e Valeria Solarino, ha un personaggio più decorativo che utile alla trama). Fabio De Luigi gareggia con Carlo Verdone e Paola Cortellesi, che in “Sotto una buona stella” simulano rumorosi e appassionati convegni d’amore: cigolio di divani, schiaffetti al cuscino, suppellettili travolte nella foga. Vincono Verdone e Cortellesi, più precisi nei tempi e più ferrati nel mestiere (nello stesso film, la generazione dei figli bamboccioni rasenta la macchietta: i reduci dal festival dei poeti di Castelporziano, anno 1979, litigano distruggendo un salotto). La Puglia e i suoi agriturismi fanno da sfondo. La donna del titolo è Laetitia Casta, Solo il suo agente sa perché mai abbia deciso di girare un film in Italia, oltre che di promuoverlo cantando e ballando con Fabio Fazio al Festival di Sanremo.

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