THE LEGO MOVIE

THE LEGO MOVIE

Il cervello di Emmet è vuoto. L’unica cosa che sa fare, da operaio che assembla mattoncini Lego in palazzetti squadrati, è seguire le istruzioni (prima la doccia, poi i pantaloni, poi la colazione “con qualcuno che amate”, lui ha solo una pianta per compagnia). Ogni costruzione che non rispetta le regole viene rasa al suolo dagli omini in tuta arancione, compensati ogni martedì da una festicciola a base di tacos: “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley spiegato ai piccini. Pure tra la massa di lavoratori con il casco irregimentati a Bricktown, Emmet Brickowski è il più insignificante: non ha gusti suoi, nessuno ne ricorda il nome o la faccia giallina. La ditta Lego, assieme con i registi di “Piovono polpette”, confeziona il più lungo e clamoroso piazzamento di prodotto nella storia del cinema (già gli ottimi incassi, uniti a recensioni americane che con molta esagerazione lo paragonano al primo “Toy Story” della Pixar, fanno temere un sequel). Scatenato all’inizio, si ammoscia nella seconda metà, sotto il peso di un messaggio che non sa decidersi tra “ognuno è speciale a modo suo” o “uniti si vince”, oltre che di un colpo di scena amministrato malissimo. Capita che Emmet trovi per caso un mattone lungamente cercato, che secondo la profezia di Vitruvius fa di lui il prescelto, o l’eletto o “lo speciale” come dice il doppiaggio italiano (ogni riferimento a “Matrix” è ovviamente voluto). Il film, interamente girato al computer, simula le costruzioni con i mattoncini, nelle esplosioni e nelle onde del mare. C’è un deserto da western, un paese dei balocchi dove tutti sono felici, il cattivo Lord Business che ama l’ordine e ha un tubetto di colla come arma letale (si chiama Kragl, e sta per Kraftglue, temibile come la salamoia nel paese di Cartoonia). Ci sono tutte le figurine nate dall’incontro tra la Lego e i film di successo: Batman, l’astronave di Star Wars completa di Chewbacca, e perfino Millhouse, l’amico di Bart Simpson. Con un piccolo anticipo sulla puntata dei Simpson che renderà omaggio ai mattoncini, e in contemporanea nei negozi sarà in vendita la scatola con tutti i personaggi. Stesso circolo virtuoso per gli eroi del film, che ha le sue scene migliori quando fa incontrare Abraham Lincoln con Michelangelo delle tartarughe Ninja.

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