THE WOLF OF WALL STREET

THE WOLF OF WALL STREET

Abbiamo visto film di gangster, abbiamo visto film di mafiosi, abbiamo visto film su biscazzieri, su serial killer, su terroristi, perfino su padri pedofili. Abbiamo riso con “American Hustle – L’apparenza inganna” di David O. Russell, senza un retropensiero per le vittime dell’inganno (spiantati e politici che si fanno corrompere con il miraggio di qualche posto di lavoro in più). Ci siamo divertiti con “Una poltrona per due” di John Landis, dove due miliardari giocano con le vite altrui per accertarsi se la cultura prevale sulla natura, o viceversa. Questo non fa di noi persone moralmente riprovevoli. Come non sono moralmente superiori gli spettatori che hanno applaudito “Il capitale umano” di Paolo Virzì. E’ che a noi piace il cinema, e “The Wolf of Wall Street” risponde ai requisiti. Non annoia, ha un grande attore come Leonardo DiCaprio che dà il meglio di sé nel personaggio debosciato e truffaldino di Jordan Belfort (anche la fortuna del Grande Gatsby aveva origini sospette). Ha un regista come Martin Scorsese tornato in gran forma, capace di sovraccaricare ogni scena con idee brillanti. Ha un grande co-protagonista come Jonah Hill, che nel film è il primo socio del broker dopo averlo visto sfrecciare con una macchina lussuosa e essersi fatto mostrare una busta paga da 72 mila dollari (duemila in più di quelli che l’attore ha guadagnato per il film, dicono le cronache: tanta era la voglia di partecipare all’impresa). Ha dieci minuti con Matthew McConaughey, che da soli bastavano per dare lustro a qualsiasi film. Ha un grande sceneggiatore come Terence Winter, ex dei “Soprano” e di “Boardwalk Empire”: a lui il merito di aver trasformato le memorie di Jordan Belfort, interessanti per il contenuto ma scritte senza particolare sapienza narrativa in una sceneggiatura da Grande Romanzo Americano dei nostri tempi (il libro esce da Rizzoli, con il titolo “Il lupo di Wall Street”). Leonardo DiCaprio non sta fermo un attimo, ha un’energia che buca lo schermo, vuole fare i soldi e soprattutto spenderli, oltraggioso nel suo uso di cocaina e quaalude, nell’elicottero piazzato sullo yacht che era stato di Coco Chanel, nelle orge spettacolari. E’ un film per adulti, mica possiamo passare il tempo a vedere casti supereroi che nel tentativo di salvare il mondo lo riducono a un cumulo di macerie.

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