IL GRANDE MATCH

IL GRANDE MATCH

Senior Citizen Action Porn. E’ un nuovo genere cinematografico: porno d’azione per pensionati. Ha coniato la definizione Odie Henderson, sul blog rogerebert.com che continua a prosperare anche dopo la morte di Roger Ebert (però, nei mesi a venire, risparmiateci “cosa sarebbe piaciuto a Roger tra i film del 2013” e “quali sarebbero i suoi candidati agli Oscar”: sanno tanto di vedova che finalmente può dire la sua e mettersi in mostra). Odie, che a 26 anni si dichiara “veterano delle tecnologie informatiche e cultore del buon trash cinematografico” (e non sdegna di farsi chiamare “Odienator”) ha dato il nome a un fenomeno che cominciò con il film di Clint Eastwood “Space Cowboys” subito ribattezzato “2001: odissea nell’ospizio”. Quattro astronauti, fuori servizio da 40 anni e riaddestrati in tutta fretta con allenamenti da schiantare un ventenne, vengono mandati nello spazio per intercettare un satellite sovietico che minaccia la terra (solo loro sanno dove mettere le mani per riportare nell’orbita la vecchia carretta, ecco perché). Il film era del 2000. Di recente sono arrivati “Red” 1 e 2 (con Helen Mirren, Bruce Willis, Morgan Freeman), “I mercenari” (il primo diretto da Sylvester Stallone, con tutti i reduci dei film d’azione anni Ottanta ancora in circolazione, il terzo è atteso per agosto), “Escape Plan - Fuga dall’inferno”, sempre con Stallone e Arnold Schwarzenegger. A cui vanno aggiunti  gli ultimi Rocky: e dire che Billy Wilder smise di far film, da regista quindi seduto sulla sua sedia pieghevole, perché nessuna compagnia lo voleva assicurare (torna in mente ogni volta che vediamo l’anziano Rocky saltellare sul ring). La tradizione è ricca. Eppure “Il grande match” tocca vertici inimmaginabili di perversione. L’idea è prendere due attori diventati famosi recitando la parte di un pugile – l’immancabile Rocky del 1976 e De Niro in “Toro scatenato” diretto da Martin Scorsese nel 1980 – e riportarli sul ring. Con una storiella di rivincita, rancori (da qui il titolo originale, “The Grudge Match”), amori che potevano essere e non furono, figli fatti per dispetto. Kim Basinger poteva non esserci. Alan Arkin è l’unico che mette di buon umore.

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