THE BUTLER – UN MAGGIORDOMO ALLA CASA BIANCA

THE BUTLER – UN MAGGIORDOMO ALLA CASA BIANCA

Un volumetto, compilato con l’intenzione di proporsi come gioco a quiz tipo Trivial Pursuit, in cinquanta domande esaurisce le curiosità su “The Butler”. Sicuro: anche noi pensavamo che i giochi in scatola fossero tramontati. E che ormai, come abbiamo letto su The Onion qualche giorno fa, le famiglie si riunissero per le feste smanettando su iPad e iPhone davanti alla tv. Poi abbiamo scoperto “Il gioco dei telefilm”, settecento domande divise per epoche e grado di difficoltà: “pesca una carta e rispondi al quiz” ha ancora i suoi seguaci. Lette di seguito, le domande ripercorrono la vita di Eugene Allen, maggiordomo alla Casa Bianca per 34 anni, sotto otto presidenti. Nel film si chiama Cecil Gaines, padre di due figli avuti da Oprah Winfrey: uno parte volontario in Vietnam e uno si arruola nelle Black Panthers. La scelta dell’attrice e la storia americana soppesata con il bilancino svelano subito la vocazione didascalica di Lee Daniels. “Precious” era il suo primo film, tratto da un romanzo di Sapphire: una ragazzina ingravidata dal padre e salvata dalla scuola, anzi da un’insegnante dolcissima, democratica e lesbica. Scopriamo perché il film ha dovuto cambiar titolo, premettendo negli Usa il nome del regista, “Lee Daniels’ The Butler”: la Warner Brothers aveva nel suo catalogo storico un film con lo stesso titolo (del 1916, nientedimeno). Vecchio vizio: lo studio aveva già aizzato gli avvocati contro i Marx Brothers per “Una notte a Casablanca” (loro risposero “noi eravamo Brothers ben prima di voi”). Sappiamo che l’idea viene da un articolo uscito a ridosso dell’elezione di Barack Obama, “A Butler Well Served by This Election”: Eugene Allen - nipote di schiavi, nato in una piantagione georgiana - fu ricevuto e omaggiato dal primo presidente nero. La storia è interessante, Forest Whitaker è coscienzioso al lavoro e sofferente in famiglia, il regista ha una passione per i quadri storici, oltre che per la servitù consultata in delicate materie di governo. La sfilata degli attori-presidenti è lussuosa: Robin Williams, Alan Rickman, James Marsden, Liev Schreiber, John Cusack). Angela Davis rutta a tavola, Johnson seduto sul cesso beve succo di prugna, la piccola Caroline Kennedy chiede con la voce dell’innocenza: “perché la gente sale sui Freedom bus? (uno è stato appena bruciato dagli incappucciati del Ku Klux Klan con i passeggeri dentro).

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