THE CANYONS

THE CANYONS

Ha avuto una lavorazione lunga e travagliata. Un recensore parlava di “lethargic screenplay”: sceneggiatura soporifera firmata da Bret Easton Ellis (hanno l’attenuante, sono americani, gli sbadigli causati da certi copioni italiani a loro sfuggono). La pubblicità negativa stuzzica la curiosità. Poi dicono che le stroncature non funzionano: siamo in preda a una smania simile dopo aver letto un articolo di Andrew O’Heir su Salon. Titolo: “Il peggior film mai fatto”. Il malcapitato era “The Counselor”, scritto da Cormac McCarthy e diretto da Ridley Scott. No, non è che il critico stronca il regista di “Alien” e salva il romanziere di “La strada”. Dice testualmente che nel pantheon dei “cattivi copioni firmati da bravi scrittori”, “The Counselor” ha il suo posto d’onore. Per dirimere la questione dobbiamo aspettare fino al 30 gennaio, quando il film uscirà. Di parere diversissimo Scott Foundas, critico di Variety: garantisce che si tratta di una perla nella carriera di Ridley Scott, e che i dialoghi di Cormac McCarthy sono strepitosi nel loro antinaturalismo. Aggiunge che il pubblico dei multiplex non capisce nulla e non ha voglia di film originali, figuriamoci di ascoltare una conversazione sull’etimologia della parola “cautionary” (come in “cautionary tale”, favola con morale). “Cautionary” torna nella recensione di Scott Foundas su “The Canyons”. Costato la miseria di 250 mila dollari, l’ultimo film di Paul Schrader inizia con un immagini di sale cinematografiche ormai dismesse, una più incantevole dell’altra. “Cautionary”, perché racconta Los Angeles come luogo di perdizione, frequentato da gente già abbastanza perduta di suo – tradimento, droghe, voyeurismo – che all’occasione potrebbe dare tirare fuori la sua metà ancora più oscura (Paul Schrader è il regista di “American Gigolo” e “Hardcore”, Bret Easton Ellis lo scrittore di “American Psycho” e “Meno di zero”, basta tirare le somme). L’allettante combinazione è impreziosita dagli attori: Lindsay Lohan (qui anche produttrice) e James Deen, star del porno con la faccia da ragazzino. I due si muovono nel melodramma d’autore con aria distratta, quasi assente. Sempre in bilico tra cattiva recitazione, l’esagerazione dei film muti, il kitsch controllato. Lei ha alle spalle tanti capricci, lui migliaia di film porno. Divertimento assicurato per chi ama il genere.

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