GIOVANI RIBELLI – KILL YOUR DARLINGS

GIOVANI RIBELLI – KILL YOUR DARLINGS

Doppio senso ai limiti del cattivo guasto. “Kill Your Darlings” è un consiglio di scrittura, non la Beat Generation che parafrasa di Oscar Wilde: “ognuno uccide le cose che ama”, messo in musica da Rainer Werner Fassbinder in “Querelle de Brest”, voce di Jeanne Moreau. Significa che lo scrittore bravo deve rileggersi e eliminare gli aggettivi o le costruzioni di cui va particolarmente fiero. Se parliamo di un’ostrica basta dire ostrica, non “mollusco bivalve”, come la giovane Edith Wharton a cui abbiamo rubato l’esempio (per non accanirci su Antonio Scurati, imbattibile in simili esercizi di malinteso stile). Sta di fatto che gli scrittori beat erano gente da non frequentare, se uno aveva cara la pelle: William Burroughs sparò alla moglie dopo averle sistemato una mela in testa. Non sappiamo quanto bravo fosse a prendere la mira da sobrio, ma giochetti così uno da sobrio non li fa, e lui non lo era mai. Prima ancora, si era nel 1944, le cronache giudiziarie registrano il fattaccio Carr – Kammerer. Il giovane Lucien Carr uccise David Kammerer, che lo aveva seguito a New York dal Missouri, e gettò il cadavere – forse non ancora tecnicamente cadavere – nel fiume Hudson. William Burroughs e Jack Kerouac furono arrestati per non aver denunciato l’omicidio. L’avvocato di Lucien Carr invocò lo stalking, commuovendo la corte sulla virtù violata del giovanotto (peraltro piuttosto promiscuo). Burroughs e Kerouac, amici di Lucien Carr come lo era Allen Ginsberg, riscrivono la storia a modo loro, cambiando i nomi e lasciando il manoscritto per decenni nel cassetto (se ne parla in un’intervista uscita nel 1967 sulla Paris Review). Sarà pubblicato postumo, nel 2008. La traduzione italiana è del 2011, da Adelphi con il titolo “Gli ippopotami si sono lessati nelle loro vasche”. Allen Ginsberg fa il suo imparaticcio di scrittura con “Bloodsong”. Qualcuno gli aveva suggerito “scrivi delle cose che conosci”, quindi anche lui racconta il delitto (il romanzo, rimasto incompiuto, esce ora da Il Saggiatore). Malauguratamente, Jon Krokidas non ha seguito il consiglio, tagliando da “Giovani ribelli” le scene compiaciute. Ciuffi sugli occhi, sturm und drang pompato al massimo, dichiarazioni di poetica, irruzione nelle biblioteche. E sesso con le bibliotecarie: è pur sempre il maghetto, una ragazza baciata anche di striscio garantisce che le ammiratrici comprino il biglietto.

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