UN PIANO PERFETTO

UN PIANO PERFETTO

Le ha provate tutte. Corso di ceramica, gruppo di supporto, sito di incontri (uno dei tanti censiti nel penultimo numero di Les Inrockuptibles, storia di copertina “Le Point 3G”: per ricchi, per hipster, per cougar, per adolescenti, ci si domanda che fine faranno le discoteche da rimorchio). Ha fatto il blind date, o appuntamento al buio. Ha fatto lo speed date, brevi appuntamenti in serie: o la va o la spacca e si spera che il candidato non pronunci le parole “sensibile”, “segno zodiacale”, “intolleranza alimentare” (a Milano esiste un “Banco gelati per intolleranti”, l’abbiamo visto e per un attimo chi siamo chiesti cosa capiranno i turisti giapponesi in visita). Ha fatto lo speed blind date, e perfino la crémaillère, parola francese per il pranzo con gli amici che inaugura la casa nuova (era il marchingegno che appendeva la pentola sul camino, alle diverse altezze richieste dalla cottura lenta o veloce). Ha cambiato parrucchiere che le ha proposto il balayage. Son passati sei mesi dal divorzio, e dopo aver tediato gli amici con le sue disavventure (uno si fa una partitella a scacchi sull’iPhone) scoppia in un pianto straziante. Nulla ha funzionato, resterà sola tutta la vita. L’occasione per raccontare una vecchia storia di famiglia: la maledizione del primo matrimonio. Nella famiglia di Isabelle (Diane Kruger, che dopo “Bastardi senza gloria” di Tarantino ha perso un po’ di gelo) tutti i primi mariti sono stati prontamente divorziati. L’uomo giusto è arrivato al secondo tentativo. Per questo Isabelle, felicemente in coppia con il moroso, cerca un consorte di comodo, da liquidare dopo il viaggio di nozze, per sposare il prescelto. Pascal Chaumeil cerca di bissare il successo del “Truffacuori”, con Romain Duris e Vanessa Paradis: lui era uno sfasciacoppie professionista, pronto a intervenire quando parenti, amici, ex fidanzati pagavano la parcella. Il prescelto, pagato cinquemila euro, non si presenta. Isabelle ripiega su Dany Boon, comico e regista di “Bienvenue chez les Ch’tis”. Scrive guide turistiche, Isabelle lo insegue in Kenia e poi a Mosca, gag dopo gag. Sconsigliabile alle ragazze, invece, “The Grandmaster” di Wong Kar-wai. Il regista del romanticissimo “In The Mood For Love” racconta Ip Man, maestro di Bruce Lee. Kung fu spettacolare, manierista, estetizzante: un solo sfioramento di labbra, durante un combattimento.   

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