RIDDICK

RIDDICK

Terzo film di una saga cominciata benissimo con “Pitch Black” (nave spaziale con a bordo il feroce criminale Riddick, manna dal cielo per i sopravvissuti in un pianeta con tre soli, tutti resi inservibili da un’eclisse, e gli alieni cacciano al buio). E proseguita malissimo con “The Chronicles of Riddick”. Di piaceri colpevoli parliamo, dopo la Mostra di Venezia sono più necessari che mai. Ma anche tra i film che non confessiamo a tutti di aver visto con sommo divertimento – ogni tanto scappa pure l’appaluso per le gesta di Vin Diesel - si fanno le graduatorie. La prima scena segna il discrimine, funziona così. Pianeta inospitale come l’inferno, una mano nerastra spunta dal terreno, un avvoltoio affamato si avvicina. Già siam pronti a vedere le dita sgranocchiate come biscottini, quando la mano morta si rivela viva. Acchiappa l’avvoltoio, che fa una bruttissima fine, ridotto a cibo per il nostro eroe solitario e furioso (i suoi lo hanno spedito in esilio, e qualcosa deve pur mangiare mentre medita la sua tremenda vendetta). Rinvigorito, Riddick medita il trasferimento in una zona meno schifosa del pianeta, si sistema una gamba con chiodi da tetano immediato, beve l’acqua di uno stagno disgustoso, si fa perfino delle siringhette con mezzi di fortuna. Nell’orribile e ribollente Stige da superare sguazzano certi mostri al cui confronto Alien risulta una bestiola domestica. Riddick ci prova, mentre la voce fuori campo – necessaria perché non c’è anima viva o morta con cui parlare, e lo spettatore deve essere informato dei fatti – spiega che il naufrago, pochissimo amato dai suoi simili che lo hanno spedito lassù - ha commesso il peggiore dei crimini. Si è rammollito e civilizzato, per sopravvivere deve ritrovare il suo lato animale. Detto e fatto, farà fuori da solo i più feroci cacciatori di taglie dell’universo. Per cominciare, poi avrebbe un’altra missione da compiere. L’ironia - e qualche tenerezza perché Riddick alleva un cucciolo diremmo di iena, quando il mostriciattolo gli dà una leccata al collo taurino abbassa la guardia – sono spinte al massimo consentito per un film d’azione. Vin Diesel fa il verso a certi filmacci con Sylvester Stallone. Ma almeno non temiano che nel bel mezzo di un combattimento gli venga un infarto o gli scoppi la vena del collo.   
 

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