UNA CANZONE PER MARION

UNA CANZONE PER MARION

Ma che vita interessante questi vecchietti. Anche a lasciar perdere “Gerontophilia”, il film del canadese Bruce LaBruce visto alla Mostra di Venezia – sesso, perlopiù, e l’ottantenne rimorchiato all’ospizio dall’inserviente ventenne lo fa anche ingelosire guardando con una certa golosità un altro giovanotto – al cinema la terza e quarta età stanno diventando più interessanti delle altre. L’età degli spettatori si alza, e bisogna farli sognare.  Al Festival di Locarno c’era “Mr Morgan’s Last Love”, con un magnifico Michael Caine (sì,il pettegolo che ha fatto allusioni all’Alzheimer di cui soffrirebbe il collega Sean Connery: ma con il passare degli anni si ridiventa perfidi come bambini). Il vedovo americano, rimasto solo a Parigi, si consolava frequentando le lezioni di cha cha cha impartite da una ventenne bionda (i figli, arrivati per riportarlo a casa, la scambiano per una cacciatrice di dote). Qui c’è un altrettanto magnifico Terence Stamp, sposato da una vita  a Vanessa Redgrave. Lei canta nel coro, lui disprezza il passatempo. Lei insiste e finalmente lui si addolcisce, verso il coro e verso il figlio con cui aveva pessimi rapporti. Niente di nuovo, ma con attori così un regista casca sempre in piedi.

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