FOXFIRE

FOXFIRE

Secondo adattamento per il cinema del romanzo di Joyce Carol Oates: una che da sola con il suo sterminato elenco di storie potrebbe dar lavoro a decine di registi. Il romanzo è uscito sia con il titolo “Foxfire” sia con il più trasparente “Ragazze cattive”, perché di questo si tratta: Foxfire è il nome della banda. Ne esiste una versione diretta nel 1996 da Annette Haywood-Carter, con una quasi debuttante Angelina Jolie nel ruolo della protagonista Margret detta Legs. Tatuaggio, caschetto e maglietta corta sull’ombelico, era una bad girl contemporanea. Questo, diretto da un regista francese, resta invece fedele all’ambientazione originale: anni 50, una cittadina nello stato di New York. Le ragazze vanno a scuola con i capelli cotonati e le camicette bianche, certi reggiseni corazzati uguali a quelli di moda oggi, e vengono tartassate da chiunque: insegnanti, zii che stanno per buttare via una macchina per scrivere e quando capiscono che ti farebbe piacere averla alzano il prezzo fino a dieci dollari, scontabili in cambio di un servizietto. Capita a Madeline detta Maddy, cronista – e nel film voce narrante – che illustra le vicende del gruppo, legato da un patto di sangue e da un giuramento da non tradire per nessun motivo. Dalle prime punizioni ai danni dei vicini, insegnanti e padri che se la spassano con l’amante, a imprese più strutturate e rischiose, da codice penale. Si capisce l’escalation fin dalla prima scena, quando Maddy promette di raccontare la storia vera delle Foxfire, sfatando i pregiudizi: “non è vero che facevamo il male per il gusto di farlo”. Facevano invece una gran confusione tra il femminismo - anche del tipo che mena le mani, brusco e tendente allo sputtanamento della vittima – e la rivoluzione proletaria. Passando per l’Apocalisse imminente, e qualche manifestazione davanti al negozio di animali. Laurent Cantet era il regista di “La classe”, premiato a Cannes con la Palma d’oro nel 2008. Nella provincia americana se la cava piuttosto bene, musiche e ricostruzione d’epoca sono di ottimo livello, e così la direzione delle splendide attrici. Non funziona altrettanto bene la sceneggiatura, bisognosa di qualche taglio.

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