TURBO

TURBO

Gara tra film d’animazione, questa settimana. “Monster University” della Disney-Pixar batte “Turbo” della Dreamworks, che pure – con la saga di “Shrek”, gli animali in fuga dell’ultimo “Madagascar: Ricercati in Europa” e i due “Kung Fu Panda” – sembrava avviata verso un futuro un po’ meno a rimorchio dei campioni. La lumaca Theo sogna di emulare il corridore automobilistico Guy Gagné, e intanto lavora in un campo di pomodori (deve essere agricoltura biologica, che altro potrebbe fare una chiocciolina? certo non raccoglierli i pomodori, come abbiamo visto scritto da qualche parte). L’hanno fatta con gli scarti di “Cars” uno e due. Adeguatamente potenziata – è finita in un motore uscendone veloce come un supereroe – gareggia nelle 500 miglia di Indianapolis. Speedy Lumaca (rossa come la Ferrari, doppiata in originale da Ryan Reynolds) deve vedersela con i frizzi e i lazzi del fratello Chet (voce di Paul Giamatti), un tipo pacifico che all’assemblea presenta le statistiche delle consorelle spiaccicate nell’erba. O sull’asfalto: da quelle parti abita un bambino terribile e crudele, altro personaggio immancabile quando i piccoli della terra coltivano sogni grandi. Tecnicamente, le gare sono rese benissimo, e stupisce il gran spreco di mezzi rispetto alla debole sceneggiatura, tarata sui bambini di otto anni (forse neppure loro, visto e considerato che già a cinque apprezzano le avventure dell’orco Shrek, della principessa orca e del logorroico ciuchino). Fa da coach un messicano venditore di tacos, antipatico e mal riuscito. Esclusa l’animazione, l’ultima settimana estiva  - speriamo che il rientro settembrino si risolleverà con il film della Mostra di Venezia – propone “In Another Country” di Hong Sang-soo, coreano innamorato della Nouvelle Vague. Versante contemplativo: non si contano le inquadrature di Isabelle Huppert che di spalle osserva l’orizzonte. Fa la turista, anzi fa tre turiste, tutte di nome Anne. E sempre cerca un faro, sulla spiaggia di Mohang, a cinque ore da Seul, chiedendo indicazioni al bagnino che ne approfitta per corteggiarla goffamente. Famosa regista in visita a un collega. Moglie di un industriale in Corea del sud per incontrarsi con l’amante. Divorziata malinconica. La spacciano come commedia. Aspettatevi situazioni sempre uguali e scarsi dialoghi.

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