APACHE

APACHE

Rubare. Ma soprattutto spassarsela per qualche ora nelle case degli altri, a bordo piscina o nei salotti dove i cuscini di velluto hanno le iniziali della proprietaria o negli armadi guardaroba grandi come un appartamento. Le ville dei ricchi e famosi sulle colline di Hollywood, per gli adolescenti americani ritratti da Sofia Coppola in “Bling Ring” (esce il 26 settembre). Le case di vacanza dei meno ricchi e per nulla famosi sulle colline di Portovecchio, Corsica, per gli adolescenti di “Apache”: tutti figli di immigrati che puliscono le piscine e fanno le cameriere. Dalla magione di Paris Hilton – bisnipote di Conrad Hilton, fondatore della catena alberghiera che rassicurava gli americani all’estero (come ricorda “Mad Men”), per un breve periodo marito di Zsa Zsa Gabor – portano via abiti firmati, borsette che costano come quella negata a Oprah Winfrey dalla commessa di un negozio zurighese, scarpe con il tacco numero 41 (le indosserà l’unico maschio della banda). Magia del nome Coppola, e dello chic personale di Sofia, la derubata ha concesso alla troupe e a gli attori di girare le scene sul luogo del fattaccio, bottino tre milioni di dollari. Dalla villa sulle colline, disabitata per la maggior parte dell’anno, durante un festicciola improvvisata gli invasori còrsi portano via qualche ricordino, e purtroppo un antico fucile molto caro al padrone di casa. Che invece di avvertire la polizia decide di risolvere la faccenda con l’aiuto di certi suoi amici. Restituita la refurtiva, ora che il colpevole ha un nome e cognome, sarà il gruppo dei ladruncoli a ristabilire l’ordine, con il rituale sempre efficace del capro espiatorio. Anche “Apache”, presentato tra gli applausi alla Quinzaine des Réalisateurs di Cannes, è tratto da una storia vera. Il regista sceglie attori non professionisti, aiutati da dialoghi ben scritti. Nelle scene del festino imita i primi film di Larry Clark. Quando era bravo e girava “Kids” o Ken Park in coppia con Edward Lachman, non adesso che ci infligge la verbosità di “Marfa Girls”, vincitore all’ultimo Festival di Roma. “Ultimo” anche nel senso che il suo destino non pare per nulla garantito. L’attuale direttore Marco Muller sta studiando una exit strategy a Locarno, dove ha fatto da superconsulente per il costruendo Palazzo del Cinema. Sarà inaugurato nel 2015, organizzerà Master e avvierà ricchi progetti internazionali.
 

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