SE SPOSTI UN POSTO A TAVOLA

SE SPOSTI UN POSTO A TAVOLA

Il marito è un fedifrago seriale. Alla francese, non all’americana: scopa con l’infermiera in sala operatoria, scopa con la dirimpettaia mentre stira le camicie, scopa ovunque ma non manda in giro scatti del suo pisello, che a questo punto immaginiamo sostitutive di ogni altra attività scopereccia. Colto sul fatto, si difende: “Una volta non è tradire, è confrontare”, spiega alla consorte perfettina (si stira i capelli, intona i propri abiti ai vestitini delle figlie). Con gli amici si vanta: sono il Mozart del “basta che respirino”. Titolo, sfortunato periodo di uscita e pubblicità “matrimoniale” nascondono una brillante commedia francese. Le nozze ci sono, ma solo per sfondo. Un uomo e una donna si fanno una sveltina sui tavoli già apparecchiati per la cerimonia, i segnaposti cadono a terra e vengono rimessi a posto in tutta fretta. Senza consultare il piano stabilito dalla sposa, che ha calcolato i pro, i contro, le antipatie, le simpatie, le amiche spaiate. Partono le danze, e già il DJ litiga con lo sposo e committente. “Ma che razza di musica, non volevo un matrimonio cafone”. Risposta: “Non ho scelto io gli invitati”. Al tavolo con i biglietti rimessi a caso ci sono la sorella della sposa, una coppia dimezzata (il marito non si trova), un fotografo in cerca di gloria, un gallerista famoso, la moglie del gallerista, che vorrebbe tanto un figlio e ha un reggiseno ornato di piccoli ananas gialli (dettaglio che avrà il suo posto nella trama, nelle commedie italiane non accade mai). Una ventina di minuti, e il divertimento accelera. Come deve essere: il film ne dura novanta e ancora non s’è trovato di meglio – drammaturgicamente parlando – di una struttura in tre atti. Torniamo ai segnaposto scambiati, rimessi sul tavolo in maniera diversa. I personaggi di prima conversano con altri vicini, si chiudono in bagno con altri sconosciuti, cercano di sedurre altri invitati. Christelle Raynal – questo è il suo primo film – firma il copione assieme Francis Nief: con gusto e bravura ripropongono le situazioni da un altro punto di vista, e il giusto numero di sorprese. Gli attori sono semplicemente strepitosi e tutti in parte, a dimostrare che il cinema francese vanta finanziamenti ma anche scuole che noi possiamo solo sognare. Per i cuochi alla moda, a proposito di una meringa: “Certo che non sa di nulla, è fatta apposta, è cucina molecolare”.

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