NOW YOU SEE ME – I MAGHI DEL CRIMINE

NOW YOU SEE ME – I MAGHI DEL CRIMINE

Per principio, siamo favorevoli. Abbiamo letto le biografie di Harry Houdini e curiosato nei suoi incontri con Arthur Conan Doyle, che tra un’avventura e l’altra dell’infallibile Sherlock Holmes si dilettava con lo spiritualismo e prendeva per buono il rudimentale fotomontaggio di due ragazzine annoiate: fate in cartoncino e cespugli sullo sfondo. Abbiamo visto gli spettacoli di David Copperfield (uno anche a Milano, purtroppo rovinato dai compari sparsi in platea, tutti parlanti inglese). Forse, dopo questo film, abbiamo intuito come si fa sparire agli occhi del mondo un pezzo della Grande Muraglia. Abbiamo un debole per gli spettacoli da baraccone, perché il cinema viene dall’illusionismo e non dall’arte. Abbiamo goduto la Ted Conference in cui un mago rifà i classici giochi con le carte usando gli iPhone. Abbiamo un debole per Orson Welles, mago nel Wonder Show allestito per le truppe: in frac giocava con i cappelli, i fazzoletti colorati e le colombe, poi eseguiva con Marlene Dietrich il numero della donna tagliata in due (la prima sera gli fece da assistente Rita Hayworth, la Columbia che l’aveva a contratto le proibì prestazioni gratuite). Abbiamo riso fino alle lacrime con il cortometraggio Pixar di Doug Sweetland: il coniglio Alec rifiuta di uscire dal cilindro del mago Presto, in protesta sindacale per la mancanza di carota. Siamo favorevoli e non siamo rimasti delusi da “Now You See Me”, a differenza di altri spettatori meno disposti ad apprezzare i giochi di prestigio. I Quattro Cavalieri, riuniti sul palco da un marionettista misterioso, da un palco di Las Vegas rapinano una banca di Parigi, facendo piovere banconote sugli spettatori come moderni Robin Hood. Prima, abbiamo visto Isla Fisher riproporre, con un sovrappiù di piranha, un celebre numero di Houdini: incatenata, immersa nella vasca, sembra divorata dai pescetti e ricompare in tutto il suo splendore alle spalle degli spettatori orripilati. Il mago di strada Woody Harrelson si infila chiodi nelle guance. Dave Franco, fratello di James, eccelle nei borseggi. Jesse Eisenberg – era Mark Zuckerberg in “The Social Network” – si distingue nei giochi di carte. Cerca di smascherarli Mark Ruffalo, detective dell’Fbi, con l’aiuto della poliziotta francese Mélanie Laurent (e son subito schermaglie amorose, più che diverse tecniche di indagine).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi