STAR TREK – INTO DARKNESS

STAR TREK – INTO DARKNESS

Noi amanti di ‘Star Trek’ siamo puntigliosi. Calcoliamo gli anni, i secoli, i giorni. Annotiamo tutto, raccogliamo tutto”. Così scrisse un fan all’americanista Franco La Polla, che nel 1997 partecipò a un convegno sul tema “The ‘Star Trek’ Phenomenon and The Human Frontier” organizzato dall’università di San Francisco, e l’anno dopo curò per Lindau un volumetto intitolato “Il cielo è il limite”. I puntigliosi sono ancora lì, con i fucili – o le fionde – puntati verso J. J. Abrams, al secondo film che riporta all’onor del mondo la saga anni 60 di Gene Roddenberry. Dall’altra parte son già pronti i puntigliosi di “Star Wars”, prossimo incarico di colui che assieme a Damon Lindelof inventò “Lost” quindi conseguenza non teme più nulla. Sa come si fabbricano le mitologie, e sa come si mettono le mani sulle mitologie altrui, pratica vecchia quanto il mito. Sa come gettare qualche bocconcino ai puntigliosi, che tutti contenti si danno di gomito, perché son più filologi e maniacali dei filologi classici. Sa come intrattenere il più vasto pubblico raccontando storie che si possono gustare anche in mancanza di un diploma da trekker. Lo aveva fatto in “Star Trek – Il futuro ha inizio”, primo titolo del rinnovamento. C’era da far dimenticare una decina di film, alcuni con il capitano Piccard della serie tv “The New Generation”, per tornare alle meraviglie dei primi episodi. Dove, per esempio, un soldato handicappato veniva condotto su Telos IV, il pianeta dei sogni, per poter condurre una vita normale (sembra la trama di “Avatar”? Certo che sembra “Avatar”, ma senza il kitsch degli omoni blu). L’equipaggio si era appena riunito – il capitano Kirk, il mezzo sangue vulcaniano Spock, l’ufficiale delle comunicazioni Urura (parla perfino il Klingon, la lingua dei cattivi), Cechov, Scotty – e già viene in questo secondo film punito e declassato. Violazione della Prima Direttiva: l’Enterprise studia pianeti e civiltà, ma non può interferire con il loro sviluppo. Per esempio, mostrando alle popolazioni primitive una navicella spaziale. E’ il momento giusto per far apparire il cattivo, con i tratti di un terrorista allevato in casa: Benedict Cumberbatch al suo meglio, con sguardi fulminanti e sorriso sprezzante. Senza muovere praticamente un muscolo, tanta è l’energia che riesce a sprigionare. Battibeccando come vecchi coniugi – una delle delizie del film – Spock e Kirk gli danno la caccia.
 

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