EFFETTI COLLATERALI

EFFETTI COLLATERALI

Se davvero vuole smettere di girare film, il regista di “Sesso, bugie e videotape” ci mancherà parecchio. Come Philip Roth, un altro che ha deciso di ritirarsi. Mai che minaccino di smettere certi registi o certi scrittori con meno talento. Per dire, Michel Houellebecq mica smette, ha solo deciso di dedicarsi alla poesia perché il romanzo è fatica. Chiuso un occhio sul doppio film dedicato a Che Guevara, “Effetti collaterali” sarebbe il penultimo Soderbergh, in ordine di uscita. Al Festival di Cannes vedremo “Beyond the Candelabra”: vita, amori, sciarpette, caftani, giacche di broccato, anelli con diamanti, lustrini sulla camicia e capelli cotonati del pianista Liberace. Ha eroicamente accettato la parte Michael Douglas, affiancato da Matt Damon nella parte del fidanzato Scott Thorson (“Beyond the Candelabra” son le memorie scritte dal giovanotto). E a proposito di Liberace, cercate su internet il fumetto “Liberace da Allevi”, a firma Joshua Held: il pianista ricciuto che si spaccia per genio sta in compagnia di Richard Clayderman, di Stephen Shlacks, dei Rondò Veneziano. Un regista  veloce e curioso come Soderbergh sarà difficile trovarlo. Per “Magic Mike”, dall’idea al film passa giusto il tempo di farsi raccontare da Channing Tatum la sua vita da spogliarellista. In “Effetti collaterali”, lo ritroviamo sposato a Rooney Mara: lui fa il broker ed è appena uscito di prigione (che paese, l’America), lei lo va a prendere in preda all’umor nero. Qualche giorno dopo sale in macchina e si schianta contro il muro del garage. Intanto lo spettatore ha già visto un interno newyorchese piuttosto lussuoso, un modellino di barca e una striscia di sangue sul parquet. Soderbergh sa come funziona la fabbrica della suspense, e suggerisce che qualcosa di terribile sta per succedere. Hitchcock avrebbe approvato, forse anche la scelta dell’elegantissima brunetta Rooney Mara, lui che prediligeva le bionde. Lo psichiatra Jude Law prescrive medicine, le più moderne a disposizione, con scarsissimi risultati. Ma si sa che le case farmaceutiche devono vendere, mentre l’analisi è lunga e perigliosa, senza certezze di riuscita. Infatti Woody Allen si sdraia volentieri sul lettino, ma per tenere davvero lontane le le angosce gira un film all’anno. E che nessuno racconti in giro la trama, per favore.

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