HITCHCOCK

HITCHCOCK

Magro bottino. Due Alfred Hitchcock e nessuno somigliante. Non lo era Toby Jones in “The Girl”, i retroscena di “Gli uccelli” raccontati da Julian Jarrold in un film Hbo: troppo magro, troppo volgare, troppo vendicativo verso Tippi Hedren. Sul set i pennuti meccanici non erano abbastanza realistici, davvero furono sguinzagliati gli ornitologi per procurarsi comparse più convincenti. L’attrice rimase ferita al volto, anche questo è vero. Da qui a sostenere che fosse un vendetta per le avances rifiutate, ce ne corre. In soccorso del regista – uomo di spirito e di fascino, non un vecchio maiale – corrono sul Guardian Eve Marie Saint, Doris Day e Kim Novak. Non gli somiglia neanche Anthony Hopkins in questo film, che va a curiosare sul set di “Psycho”: le rotondità del regista sono più vicine alla realtà (basta un costume ben imbottito). L’eccentricità, la simpatia, il senso dell’umorismo, i dettagli gustosi e gli aneddoti sono rimasti nel libro di Stephen Rebello (ristampato da il Castoro, che lo fece uscire nel 1999, con il nuovo titolo “Hitchcock. L’incredibile storia di Psycho”). 59 anni, 46 film, tre stagioni tv della serie “Alfred Hitchcock presenta”, un compenso da 250 mila dollari a film più una generosa percentuale sugli incassi non avevano placato l’assillo “E adesso cosa mi invento?”. Nell’ufficio di Hitchcock alla Paramount arrivavano duemila proposte all’anno, che debitamente scremate dall’assistente Peggy Robertson (nel film è l’australiana Toni Collette, vista in “Il sesto senso”) diventavano trenta. Tra queste, una recensione del romanzo di Robert Bloch intitolato “Psycho”, che al regista in cerca di soggetti piacque subito. Non piacque invece ai dirigenti dello studio, che gli girarono le spalle limitandosi alla distribuzione. Il regista investì soldi suoi, senza bisogno di ipotecare la casa e la piscina, o di imporre alla consorte – Helen Mirren troppo bella ed elegante, con Danny Huston al seguito, cascamorto non per amore ma per piazzare una sceneggiatura – il rammendo dei costumi da bagno. Robert Bloch, che cedette i diritti per poche migliaia di dollari e solo dopo seppe chi li aveva comprati, aveva raccontato la storia di Ed Gein, serial killer del Wisconsin. Lo stesso che farà da modello a Hannibal Lecter di Thomas Harris. In casa aveva sedie rivestite in pelle umana, un mezzo cranio per scodella, una collezione di teste mozzate.  

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