LA MADRE

LA MADRE

Da un corto di tre minuti a un film di un’ora e quaranta. In cinque anni e con Guillermo del Toro come allenatore. Su YouTube, il regista di “Il labirinto del fauno” presenta “Mamá” – girato nel 2008 da Andrés Muschietti assieme alla sorella Barbara – come “il corto più spaventoso che abbia mai visto”. Quindi ha convinto il regista spagnolo a sviluppare l’idea in questo lungometraggio, dando una mano a reclutare un cast che un esordiente si sogna. Jessica Chastain, con un caschetto nero e le braccia tatuate da bassista punk. Il danese Nikolaj Coster-Waldau, vale a dire il Jaime Lannister di “Game of Thrones”, nonché fratello di Tyrion (ci sono i draghi, ma non è fantasy: lo si capisce dal fatto che i biondi e belli non sono buoni). Megan Charpentier, veterana dei film dell’orrore, e Amanda Seyfried da piccola in ben due film, tra cui “Jennifer’s Body”. E la mocciosa Isabelle Nélisse, che si fa carico della parte più ingrata e a rischio di ridicolo. Un padre fuori di testa porta le due figlie in una capanna nel bosco, con l’intenzione di ucciderle e poi di suicidarsi (colpa della crisi finanziaria, siamo nel 2008, il folle ha già fatto fuori i soci in affari e la consorte). Lo zio, che non ha mai smesso di cercarle, le ritrova cinque anni dopo. In condizioni paragonabili a quelle del ragazzo selvaggio comparso verso la fine del Settecento nell’Ayeron e reso celebre dal film di François Truffaut. Torna comodo il ritrattino fatto da T. Coraghessan Boyle, nel libro dedicato al ragazzo che verrà chiamato Victor (una delle bimbe si chiama Victoria): “Se ne andava in giro come un animale, la sporcizia dei boschi incrostata in ogni poro della pelle, i capelli un groviglio di ramoscelli, lappole e foglie secche, le ginocchia e le piante dei piedi ricoperte di calli”. Taglio di unghie e capelli, energica strigliata, qualche mese sotto osservazione psichiatrica, poi Victoria e Lily vengono restituite alla coppia, che cerca di educarle alla favola della buona notte n pigiamino. Poco dopo nella nuova villa – messa a disposizione dallo psichiatra che non vuole lasciarsi scappare i casi clinici – succedono cose strane. Andarsene? Giammai, siamo in un film dell’orrore. L’apparizione apparirà, e l’antico dramma che chiede vendetta ci sarà raccontato. In soggettiva e ricalcando lo stile – se non le motivazioni, orientaleggianti – di certi fantasmi vittoriani.  

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