UPSIDE DOWN

UPSIDE DOWN

Alla cassa di una multisala milanese, giovedì ultimo spettacolo. “Mi dà due biglietti per ‘The Space?’”, chiede lo spettatore alla cassiera. La ragazza rimane un po’ perplessa, essendo “The Space” il nome della catena di multisale. “Quel film con il titolo inglese” non aiuta: metà dei titoli ormai restano in originale, un po’ per pigrizia e un po’ per provincialismo (“A caccia di Bin Laden”, invece dell’impenetrabile “Zero Dark Thirty”, avrebbe certamente procurato qualche spettatore in più al film di Kathryn Bigelow, perfetta dimostrazione del fatto che certe polemiche esauriscono la curiosità e i biglietti calano). Dopo un po’ si risolve l’arcano: i biglietti richiesti sono per “Upside Down”, che certo ha a che fare con lo spazio – immagina un mondo con due pianeti vicini, ognuno con la sua forza di gravità – ma non si incide nella memoria. Il singolare universo fa sì che se vediamo gli abitanti di un pianeta a testa in su, quelli del pianeta opposto entrano in scena a testa in giù. Il regista argentino, escogitata la fantastica idea, la sfrutta visivamente senza mai chiedersi se allo spettatore non verrà il mal di testa. Costruisce interni impiegatizi alla “Brazil”, da vedersi in 2D o in 3D a vostra scelta. Oltre ai due pianeti c’è infatti un Mondo di Mezzo, voluto da una multinazionale per occupare forza lavoro a buon mercato. Proveniente dal Mondo di Sotto, dove la gente vive nei tuguri, mentre nel Mondo di Sopra tutti sono lindi ed eleganti (ovvio che per un regista non americano la critica sociale è una tetazione irresistibile). Il film rompicapo – che ricorda certi viaggi avanti e indietro nel tempo, irti di paradossi – è in realtà una commedia romantica, tra un giovanotto miserabile e una biondina ricca. Del genere ha alcune scene classiche, tra cui lo split screen quando i due innamorati si telefonano dalle rispettive camerette: lo schermo è diviso in due, una delle immagini è puntualmente capovolta. Kristen Dunst e Jim Sturgess si incontrano ragazzini, alle estreme propaggini dei rispettivi mondi. Proibitissimo: le leggi degli uomini vorrebbero evitare qualsiasi contatto, anche quando le leggi della fisica – stiracchiate al massimo, con la partecipazione speciale dell’antimateria – fanno eccezione per i due cocciuti innamorati. Debitamente alleggerito, Jim Sturgess va agli appuntamenti rischiando ogni volta la vita.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi