BLUE VALENTINE

BLUE VALENTINE

Ryan Gosling non era ancora stato il romantico stuntman con giubbotto in “Drive” di Nicolas Winding Refn. Michelle Williams non era ancora stata miss Monroe in “Marilyn” di Simon Curtis (consolata nella sua solitudine dall’ultimo arrivato sul set di “Il principe e la ballerina”: l’attore è Eddie Redmayne, uno dei pochi – tutti giovani o giovanissimi, lui fa il capo dei rivoluzionari innamorato di Cosette – che in “Le Misérables” sappia cantare e recitare come si deve). Il regista Derek Cianfrance, che aveva l’idea del film fissa in testa da un bel po’, spedì gli attori a vivere per un po’ in una cittadina della Pennsylvania, con la bambina scritturata come figlia, cavandosela con 200 dollari da spendere ogni due settimane al supermercato. Da quelle parti esiste davvero anche “La stanza del futuro” illuminata di luce blu che fa da sfondo a una delle scene più forti del film (sempre che non sia stata tagliata nella versione italiana: si vede pochissimo, una tetta e una natica: si immaginano cose spiacevoli perché il regista sa fare il suo mestiere fin troppo bene). L’ha prenotata il marito, come regalo. Da un po’ di tempo la coppia si trascina, tra il lavoro di Dean che fa l’operaio e quello di Cindy che fa l’infermiera, i soldi che non bastano, i musi lunghi che aumentano. Lei gli aveva detto “domani mi devo alzare presto”, lui procede imperterrito: il matrimonio va salvato quella notte precisa e non quando la mattina è consentito dormire fino a tardi. Queste scene sono girate con con una telecamera digitale che si nuove nervosamente, spesso con poca luce, vicina il più possibile a ognuno degli attori, per l’occasione ingrassati e incupiti. Con una pellicola a sedici millimetri, su set illuminati come si deve, sono girate invece le scene del corteggiamento tra Dean e Cindy, sette anni prima. Si incontrano in una casa di riposo, altro colpo azzeccato del regista: lui c’è finito facendo traslochi, e commosso per la sorte di un vecchietto solitario gli ha appeso la muro la collezione di scatole di fiammiferi, fa la corte a Cindy suonando l’ukulele ed è convinto che “gli uomini siano più romantici delle donne”. Intrecciati con sapienza drammatica, saltando avanti e indietro nel tempo, i tasselli disegnano un quadro che stringe il cuore. Il confine tra realismo e messa in scena strappalacrime non è sempre tracciato con chiarezza.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi