FRANKENWEENIE

FRANKENWEENIE

New Holland, scritto sulla collina con le stesse gigantesche lettere che a Los Angeles sovrastano Hollywood, è una cittadina abitata da adorabili mostri, ancor prima che i mostri veri si scatenino. Il più normale è il ragazzino Victor, che di cognome fa Frankenstien (l’inversione delle lettere non inganna nessuno, ed è un omaggio al gobbo Aigor in “Frankenstein Jr” di Mel Brooks). Innamorato del cinema, gira film dell’orrore casalinghi truccando il cane Sparky da Godzilla. Basta che si sieda in mezzo alla scena e distrugge quanto serve, pupazzetti soldato e pupazzetti abitanti in preda al terrore, mentre la mamma sul divano capisce dove sono spariti un candelabro e la tovaglia della nonna (per il resto, è una deliziosa casalinga americana che passa l’aspirapolvere sulla moquette con un libro tra le mani). Non è una sorpresa, perché abbiamo letto il titolo e perché ricordiamo il “Frankenweenie” del 1984 – corto e girato con attori veri, tra cui Shelley Duvall e una giovanissima Sofia Coppola – che costò a Tim Burton il licenziamento dalla Disney. La pellicola rimase a lungo nel cassetto dal vecchio Walt, che i bambini preferiva spaventarli facendo uccidere dai cacciatori la mamma cerbiatta di Bambi. Uscì nelle sale come avanspettacolo di “The Nightmare Before Christmas”, quando il regista finalmente era autorizzato a giocare con il macabro: fece da patentino “Edward Mani di Forbice”. Victor sa esattamente come comportarsi, quando il cagnetto rimane sotto una macchina: disseppellimenti, ricucitura, morsetti, aquilone per attirare il fulmine, la scintilla della vita che agita la coda da sotto il lenzuolo (ha imparato la lezione guardando il classico “Frankenstein” di James Whale, 1931). Entrano i mostri del vicinato: un bambino dai denti a palizzata che si chiama Edgar; la bambina Elsa van Helsing con la barboncina nera che dopo la scossa ricevuta dall’amato e redivivo Sparky ne ricava una ciocca bianca e una cotonatura identica a quella sfoggiata dall’attrice Elsa Lanchester in “La moglie di Frankenstein”; un’altra sinistra bambina eternamente abbracciata al gatto Whiskers, che fa cacchette premonitrici. Sparky risuscitato ha un piccolo problema quando beve, l’acqua filtra dalle cuciture. “Frankenweenie” risuscitato, in bianco e nero e pupazzetti animati, non ne ha nessuno.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi