LE AVVENTURE DI FIOCCO DI NEVE

LE AVVENTURE DI FIOCCO DI NEVE

Il gorilla albino – quello vero e soprattutto unico, stabiliscono i primatologi, altri non se ne sono trovati – compare in “Palomar” di Italo Calvino. E qui sarebbe tornata comoda una frase interessante, un’idea originale, un’illuminazione da grande scrittore. Purtroppo Calvino era nel suo momento formalista-esistenziale: combinazione letteraria più che mai disastrosa. Da neostrutturalista gioca con i numeri: 27 capitoli – vale a dire 3 moltiplicato 3 moltiplicato 3 – indicizzati a imitazione del “Tractatus logico-philosophicus” di Ludwig Wittgenstein (un minaccioso 1.1.1. introduce il capitolo “Lettura di un’onda”, figuratevi gli altri). Da innamorato del nouveau roman si perde in futili osservazioni, interessanti solo se siamo molto, ma davvero molto, complici e gli abbiamo perdonato lo sfinimento di “Se una notte d’inverno un viaggiatore”. Il signor Palomar – pensatelo come un uomo-osservatorio – nel suo vagabondare finisce allo zoo di Barcelona, dove appunto era ingabbiato il gorilla albino. Lo vede addormentato dentro un copertone – come da iconografia ricorrente anche nella pubblicità delle gomme per auto – e parte con un discorso sulla non-figura e la non forma dell’improvvisato lettuccio (noi poveri di spirito abbiamo invece sempre pensato che i gorilla se ne stanno accoccolati nei copertoni perché i guardiani degli zoo glieli mettono a disposizione nei recinti). Floquet de Neu si chiamava il gorilla, così battezzato in catalano dallo zoologo che lo trovò nella Guinea Equatoriale. Per 37 anni visse allo zoo di Barcellona, diventando uno dei simboli dalla città. II film è girato con tecnica mista – animazione per il gorillino, i gorilloni e gli altri animali, gli umani fanno da sé – torna agli Sessanta, quando Fiocco di Neve era piccolo: per un po’ viene allevato in casa e diventa amico della figlia dello scienziato. Fin qui somiglia molto alla vera storia di Nim, lo scimmiotto a cui una famiglia di ricchi hippie, con la complicità di un professore comportamentista che ancora insegna, voleva insegnare a parlare. Quando gli animali crescono, e pesano un quintale e mezzo o giù di lì, bisogna portarli allo zoo. Lì Fiocco di Neve viene emarginato per la sua diversità (sentite arrivare la morale? Certo, tranquilli, arriva, ci potete portare i bambini piccoli). Assieme a un panda rosso che si professa buddista, cerca aiuto presso la Strega del nord (non parente di quella del Mago di Oz).

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