RALPH SPACCATUTTO

RALPH SPACCATUTTO

Più nota come Sue Sylvester, allenatrice delle cheerleader in “Glee”, Jane Lynch racconta la storia dei videogiochi. Dalla grafica spigolosa a 8-bit (quando si perdevano i pomeriggi nelle sale giochi) alla realtà avvolgente che ognuno può oggi sperimentare nella sua cameretta. Lo fa in un filmatino per lanciare “Ralph Spaccatutto”, ultimo film della Disney che sta ai videogiochi come “Toy Story” stava allo scatolone dei giocattoli. Nella versione originale ha prestato la voce al sergente Calhoun, una bionda supereroina nel gioco (finto) che si chiama “Hero’s Duty” (fuori dal cinema potrebbe chiamarsi “Halo”). La tosta ragazza – poi sapremo che il punto debole sta in un passato da dickensiana Miss Havisham: cause di forza maggiore le impedirono di convolare a nozze – incanta Felix Aggiustatutto, altro personaggio del film. Lui le arriva più o meno al polpaccio, e quando per accidente si trova a guardarla da vicino non ne loda l’incarnato né i capelli, né gli occhi, né le labbra. Le dice “che meravigliosa definizione!”. Il pubblico di riferimento si commuove, e già un lacrimuccia l’aveva versata all’inizio, quando un vecchio cortometraggio della Disney era riproposto con grafica pionieristica. Per questo un po’ di storia dei videogames e della loro lunga marcia verso il realismo (sperimentata in proprio, imparata sui libri, vista nei musei: prossimamente il MoMA di New York metterà in mostra la sua collezione) aiuta. Se no, rischiate di scambiare il fantastico “Ralph Spaccatutto” per un pasticcio che cambia stile ogni momento, come se l’art director fosse impazzito. L’eroe Ralph è squadrato e si muove accompagnato dai rumoretti elettronici che ai ragazzini anni ottanta fanno l’effetto che a Proust facevano le madeleine (vive un videogioco ispirato a “Donkey Kong”, assieme a Felix dal martello magico, pixelato anche lui quindi sensibile alle femmine dalle superfici più dolci). L’eroina Vanellope von Schweetz - in originale doppiata da Sarah Silverman - è una mocciosa con i codini che vuole correre in go-kart e abita in un paese caramella, con laghi di cioccolato e canditi multicolori (vive in un videogioco che si chiama “Sugar Rush”, ha occhioni da fumetto giapponese). Si incontrano perché Ralph è stufo del suo mestiere da reietto. Per questo va alle riunioni dei Cattivi Anonimi, sotto la scritta “Bad-Anon - One game at a time”, dove incontra il fantasmino di Pac-Man.

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