LOVE IS ALL YOU NEED

LOVE IS ALL YOU NEED

L’offerta natalizia scarseggia, quanto a film d’amore che fanno uscire felici dal cinema. E non solo perché vediamo famiglie malcombinate, che somigliano tanto a quella che abbiamo lasciato intorno al panettone (in mancanza di uno sceneggiatore all’altezza - di cui ognuno di noi dovrebbe poter usufruire almeno una volta nella vita, su richiesta - sono però meno divertenti). Bisogna approfittarne, non sappiamo quando capiterà il prossimo film scaldacuore. Uno degli sceneggiatori, Anders Thomas Jensen, era il regista di “Le mele di Adamo”, da ricuperare ché le feste sono lunghe, e la storia del neonazista da rieducare con una torta di mele ha un suo bell’umorismo sulfureo (a guidare la pecorella smarrita c’era lo strano prete-rieducatore Mads Mikkelsen). In coppia con Susanne Bier caratterizza con la giusta perfidia i personaggi e non si lascia scappare di mano i dialoghi. L’amore, i litigi, le ripicche, il matrimonio che si disfa e quello che si prepara hanno per sfondo una bella villa a Sorrento, fotografata con tinte da cartolina. Ci arrivano, in qualità di genitori degli sposi, Pierce Brosnan (reduce da “Mamma Mia!”) e Trine Dyrholm, splendida anche quando si leva la parrucca per una nuotata solitaria. Già si sono scontrati all’aeroporto, mentre lei cercava di parcheggiare (un classico dela commedia sofisticata, come si chiama da noi la screwball comedy: in “Susanna”, Katherine Hepburn disfa la macchina a Cary Grant, dopo una disputa su una pallina da golf: “Come fa a dire che è sua? sono tutte uguali”). Lei ha appena finito un ciclo di chemioterapia, e lasciato un marito che si faceva consolare dalla bionda della contabilità. Lui è un vedovo inconsolabile. molto insidiato da una delle più acide cognate viste al cinema: ogni volta che apre bocca, fingendo le migliori intenzioni, offende un paio di persone senza aspettare che girino le spalle. Sappiamo come andrà a finire, o almeno ci facciamo un pensierino (non è spoiler, fa parte del genere, e comunque ci sono sorprese strada facendo). Il divertimento e il brio di certe battute, perfino sulla malattia, sono il bel regalo natalizio di una regista che negli ultimi film si era dedicata ai dilemmi morali. C’era però, come precedente, “Dopo il matrimonio” con Mads Mikkelsen volontario in Africa: altra storia di vedovanza, più contorta. 

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