TUTTO TUTTO NIENTE NIENTE

TUTTO TUTTO NIENTE NIENTE

Come Franti l’infame che sorrise siamo deliziati all’idea che se le stiano dando tra di loro. “Cinepanettone di sinistra”, sentenzia Paolo d’Agostini su Repubblica, aggiungendo che non se ne sentiva il bisogno. “Cinepanettone” ad Antonio Albanese che va da Fabio Fazio, e appartiene al manipolo di pericolosi comici che rischia di far slittare il Festival di Sanremo, istituzione nazionale finora più stabile di qualsiasi governo? “Cinepanettone” a un film di civile impegno che inchioda i politici alle loro responsabilità, siano secessionisti, mafiosi, o solo fuori di testa? Vedremo se settecento copie distribuite, tre personaggi regionali (e mettiamoci pure il ritorno in campo di Silvio Berlusconi) basteranno per raggranellare gli incassi sperati. “Tutto tutto niente niente” ripropone l’onorevole Cetto La Qualunque, che già l’anno scorso arrancava in “Qualunquemente”: il personaggio era nato per stare dietro a un podio, e fare comizi di dieci minuti con battute a raffica. Essendo la comicità una faccenda delicata, non basta aggiungere una moglie, un figlio, qualche scagnozzo, per ricavarne un film. Non serve neanche moltiplicare la gallina delle uova d’oro (i quasi sedici milioni incassati l’anno scorso dal film natalizio di Albanese non sono proprio da buttare via) aggiungendo due personaggi: il fumatissimo Frengo e il secessionista Rodolfo Favaretto, con madre devota l’uno e con moglie vestita da tirolese l’altro. Il film accumula battute stantie e situazioni consunte. Ognuno porta qualcosa, come nelle cene improvvisate. Ancora stiamo cercando di capire perché Fabrizio Bentivoglio sia stato agghindato alla maniera dell’incolpevole Karl Lagerfeld, uno che nella vita ha combinato più di quanto abbiano combinato i talenti coinvolti in questo film (naturalmente, siccome anche il reparto tecnico raffazzona le cose, il ciuffo bianco risulta identico alla pettinatura con spermagel di Cameron Diaz in “Tutti pazzi per Mary”). Il palazzo della politica ha uscieri con corona d’alloro e busto dorato sotto la marsina. La moglie del secessionista sorpresa con tre negri in camera da letto non pare il massimo per uno che “non può non dirsi femminista”. Escono nudi, coprendosi con un cuscino sul davanti, uno addirittura con due cuscini. La gag viene pure spiegata, mentre lo spettatore si convince che abbiano riaperto il Bagaglino.

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