LA PARTE DEGLI ANGELI

LA PARTE DEGLI ANGELI

L’uomo non si regge. Interrogato dal mensile TotalFilm sullo stato del cinema – ultima domanda che un cronista gli dovrebbe fare, ma siccome l’alternativa è chiedegli del mondo in generale e della classe operaia in particolare, vada per il cinema – Ken Loach spara a zero su un paio di titoli. Non sopporta “Il discorso del re” di Tom Hooper, perché “non mette mai in discussione la monarchia, la famiglia reale, la classista Gran Bretagna e celebra un sovrano solo perché riesce a mettere insieme due parole in croce”. Non sopporta Kathryn Bigelow, per via di “The Hurt Locker”: “Oscar che celebrano le guerre e l’esercito degli Stati Uniti, che schifo” (Ken il Rosso non ha ancora visto, per nostra fortuna, “Zero Dark Thirty”, il nuovo film della regista, sempre scritto in coppia con Mark Boal: la cattura di Osama Bin Laden, dove il fine giustifica qualche prigioniero mezzo affogato in corso d’opera). Ken Loach è insopportabile, ma stavolta il film è riuscito benissimo. Forse al di là delle intenzioni del regista e del fido sceneggiatore Paul Laverty, che negli ultimi anni non hanno risparmiato ricatti, lagne, storie che cominciano male e finiscono peggio. “La parte degli angeli” racconta l’audace impresa di quattro giovani scozzesi che visitando una distilleria hanno un’idea geniale e si applicano per metterla in pratica. Che facevano quattro sbandati in liberà vigilata dal riformatorio tra whisky preziosi? Li aveva portati in gita il loro tutor, appassionato di distillati con molti anni di invecchiamento. Sarà lui a capir subito che Robbie (dei quattro il messo peggio, quanto a denunce e violenze pregresse: si trova in mezzo a una faida familiare, la fidanzatina ha appena partorito e lui non può andare a trovarla in ospedale) possiede un naso e un palato sopraffino, come se non avesse fatto altro in vita sua che assaggiare single malt. Partono con addosso i gonnellini, travestimento perfetto per passare inosservati nella campagna scozzese: “hai mai visto un poliziotto fermare uno con il kilt?”. Sopra conservano le felpe, quindi saranno fermati lo stesso. Oltre che per Robbie dalle orecchie a sventola abbiamo un debole per l’idiota Albert, vissuto non si sa dove (non ha mai visto, neanche in cartolina, il castello di Edimburgo e non sa di Monna Lisa): l’attore Gary Maitland quando non recita lavora come netturbino.
 

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