L’ERA GLACIALE 4 – CONTINENTI ALLA DERIVA

L’ERA GLACIALE 4 – CONTINENTI ALLA DERIVA

All’inizio era Scrat. All’inizio della saga, con un cortometraggio che mostrava la ghianda sfuggente e lo scoiattolo deciso ad acchiapparla. Oppure a morire nell’impresa, come capiterà in un film successivo: la ghianda finalmente sta salda tra le zampette, peccato che tutto avvenga a cancelli del cielo già spalancati (e che importa se nell’era glaciale non si vede all’orizzonte neanche una quercia da ghiande). E all’inizio di questo film: Scrat provoca una crepa, che si allarga fino a completa separazione dei continenti come noi li conosciamo. Si divide anche la famiglia di Manny il mammut: lui va alla deriva su un pezzo di ghiaccio, Ellie e la figlia Pesca (nell’età difficile: comincia a guardare i giovani mammut e il padre oltre che ansioso diventa gelosissimo) rimangono sulla terraferma e cercano di evitare terremoti e altri pericoli. Assieme a Manny, la solita combriccola: Diego la tigre dai denti a sciabola, il bradipo Sid, gli opossum Crash e Eddie. New entry: la nonna di Sid (abbandonata dalla famiglia che già abbandonò Sid, e riparte a razzo su una specie di camper fatto con i tronchi, lasciando la vecchina senza dentiera), il riccio Louis, la tigre Shira, l’orango pirata capitan Sbudella e la sua ciurma. Non battono l’avventuriero Buck con la benda sull’occhio e l’ossessione del grande dinosauro bianco apparso nel terzo film, ma bastano per divertirsi, se non vi aspettate certe raffinatezze in stile Pixar. “L’era glaciale” ha da sempre meno ambizioni, e le mette tutte nella lavorazione artigianale, nei dettagli, nel 3D che qui funziona benissimo: cataclisma, terremoti, geyser, onde e tempeste sono l’ideale per scagliare roba contro lo spettatore. La nave-iceberg dei pirati ha a bordo una corte dei miracoli, bisognerebbe rivedere la scena solo per gustarsi l’uso dei crostacei e di altre creature del mare come armi proprie e improprie (o di altri gustosi dettagli come il procione- bandiera). Diego è più svogliato che mai, fino a quando compare una bella piratessa tigre. Scrat trova la mappa di un tesoro, incisa dietro una ghianda. Pesca smette di dormire a testa in giù come gli opossum, per fare colpo su Ethan, giovane mammut acconciato con il gel. Bellissimo, se non l’avete ancora visto – circolava su YouTube prima dell’estate – anche il trailer del film in stile “The Artist”, muto e in bianco e nero.

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