MAGIC MIKE

MAGIC MIKE

Ai campionati della noia – pensate a un’adolescenza senza iPad e senza social network, quando si passavano i pomeriggi seduti sul muretto, o nelle camerette delle amiche, sviscerando esattamente le cose già sviscerate un minuto prima, perlopiù roba di maschi – vince chi si annoia anche da se stesso. Quindi, non facendo favoritismi, ha il diritto inalienabile di cacciare i noiosi che incontra. A noi capita di sbadigliare da soli quando scriviamo di doppiaggio: tranne lodevoli eccezioni, che non dovrebbero però impedire a chi lo desidera di vedere il film con i sottotitoli, si sentono giri di frase e voci raccapriccianti. Scrivilo oggi, scrivilo domani, ogni tanto saltiamo un giro (e intanto il materiale da smaltire si accumula). Raccapriccianti non solo a nostro giudizio, anche degli amici, conoscenti, o richiedenti via sms, che abbiamo convinto a vedere un film sono tornati dicendo “non faceva ridere”. Avendo visto il film al Festival di Locarno, siamo a pronti a ricevere insulti sprezzanti da chi andrà a vedere “Magic Mike” nella versione doppiata, dove si ascoltano sconcezze (di traduzione e adattamento) come “Gli eccitapassere di Tampa”. Neanche detto con divertimento, come fa Matthew McConaughey sul palco dell’Xquisite. Prounciato con il tono di chi annuncia un ricongiungimento familiare in “C’è posta per te”. La politica Disney, per i film d’animazione, impone di tradurre anche le canzoni (e così è tragicamente successo anche in “Ribelle – The Brave”). Ma Steven Soderbegh è un regista per spettatori adulti, che vanno a vedere maschi seminudi e palestrati in spettacoli di burlesque. Non c’è motivo di trattarli come gli undicenni che uscivano da “Cenerentola” canticchiando “I sogni son desideri” invece di “A dream is a wish your heart makes”, rinunciando a un’occasione per imparare un po’ di inglese senza sforzo. Peccato, perché il film ha parecchi pregi, oltre a una manzotineria maschile (come “Manzotin apri e gusta”, slogan della carne in scatola) di tutto rispetto. I numeri di strip tease sono tanti e splendidi, i giovanotti si sanno muovere, il dietro le quinte del luccicante mondo dello spettacolo è un classico del cinema americano. L’ex spogliarellista e modello Channing Tatum ha collaborato alla sceneggiatura, e dirigerà il sequel. Il numero con mutanda floscia del debuttante Alx Pettyfer va nell’antologia.

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