IL CAVALIERE OSCURO – IL RITORNO

IL CAVALIERE OSCURO – IL RITORNO

Funziona come uno specchio, ognuno ci mette del suo. Chi ci ha visto un elogio della lotta di classe e una denuncia delle storture capitaliste (Paolo Mereghetti sul Corriere della Sera). Chi ha colto l'occasione per segnalare che Batman è di destra, poiché vuole riportare l'ordine a Gotham City (Francesco Borgonovo su Libero, con l'effetto collaterale di far buttare a sinistra Pietrangelo Buttafuoco, che cita Bertolt Brecht: “Fondare una banca è più immorale che rapinarla”; al prossimo giro ci aspettiamo una rispolverata a “Beato il paese che non ha bisogno di eroi”). Chi lo ha applaudito per “l'attacco alla leadership di Bersani e l'elogio nemmeno troppo tra le righe del sindaco di Firenze Matteo Renzi” (Claudio Cerasa, sul blog Cerazade). Uno spasso, che fa del terzo Batman firmato Christopher Nolan la cartina di tornasole dell'estate. Trattasi di melodramma, che ad alcuni ripugna e a noi è piaciuto moltissimo, per le sue ambizioni e un tocco di sgangheratezza che del genere fa parte. Il supereroe, che di destra è sempre stato, al pari di tutti i suoi colleghi (se no non esisterebbero un fumetto e un film come “Watchmen”, che in controtendenza puntano sulle magagne e non sui successi), se ne sta rintanato nel suo villone con il fido maggiordomo. Vivacchia, zoppica, è preda dei rimorsi per non aver ripulito davvero la città (si era perfino preso colpe non sue, accollandosi la responsabilità del male commesso dal perfido e filosofeggiante Joker, capace di mettere in scena uno di quei dilemmi morali che mettono a dura prova i neuroni dei giusti). Nella sua veste dimessa da miliardario, Wayne viene rapinato delle perle di mammà da una camerierina in tacchi alti, in una scena che ricorda il Lubitsch di “Mancia competente”. Abbiamo anche noi la nostra interpretazione. Si tratta di un film sull'educazione delle ragazze. Dove i tacchi a spillo non servono per avere un'andatura traballante, ma per colpire in rovesciata i maschi che si mettono di mezzo. Dove se ti dicono “stupida puttana”, devi offenderti perché ti hanno dato della stupida, non perché ti hanno dato della puttana. Dove la gattamortaggine si sposa con l'ecologia, e non si sa quale delle due sia più letale. Dove un maschio malmenato e dolorante implora Anne Hathaway, splendida come Grace Kelly: “Mi chiami domani?”.

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