QUELL’IDIOTA DI NOSTRO FRATELLO

QUELL’IDIOTA DI NOSTRO FRATELLO

Barba, capelli lunghi, bermuda, clogs ai piedi, sguardo soave, per giaciglio un prato con fiorellini gialli. Il bel film di Jesse Peretz (scritto con la sorella Evgenia e il cognato David Schisgall) perde per strada il manifesto originale, spostando l’attenzione dall’idiota Ned alle sorelle Natalie, Miranda e Liz. Tre attrici che abbiamo già apprezzato altrove. Zooey Deschanel nel film “500 giorni insieme” e nella serie “New Girl” (da non confondere con “Girls” di Lena Dunham, one woman show che scrive, dirige, recita, fa litigare anche più di “Newsroom” firmato Aaron Sorkin). Elizabeth Banks, che era in “Hunger Games” con parrucche intonate al rossetto e abiti in velluto da moderna Maria Antonietta, e prima in “30 Rock”. Emily Mortimer, che ebbe l’onore di dividere la scena con Ryan Gosling quando ancora facevamo fatica a distinguerlo da Ryan Reynolds (il film era “Larry e una ragazza tutta sua” di Craig Gillespie, terzo incomodo una bambola gonfiabile). Brave, ma non riusciamo a staccare gli occhi dalla trascinante simpatia di Paul Rudd, anima candida che coltiva verdure biologiche e nella prima scena vende erba da fumare a un poliziotto in divisa. Ripetiamo: poliziotto, per di più in divisa, che insiste per pagare il dovuto – Ned gliene vorrebbe fare omaggio, come si fa con un vecchio amico che ha bisogno di un aiutino contro lo stress. Scattano le manette, le sorelle alzano a turno gli occhi al cielo. All’uscita dal carcere, Ned torna alla fattoria biodinamica. Scopre che la fidanzata si è messa con un altro senza avvertirlo, e come risarcimento si è tenuta il cane Obi Wan Kenobi (che prima non sopportava). In cambio, gli offre alloggio nella stalla delle capre, a mille dollari mensili. Troppo, per uno spiantato che non sa tenersi un lavoro, non sa dire una bugia neanche quando sarebbe obbligatorio, sembra del tutto inadatto alla giungla della vita. Le sorelle si mettono d’accordo per ospitarlo a turno, offrendogli lavoretti. Una lo arruola come baby sitter, per il figlioletto allevato come un sedano biologico: niente computer, niente televisione, niente giochi violenti, a letto prestissimo, niente junk food. Le altre sono meno disponibili, ma lui riesce a rovinare la vita anche a loro. L’idiota sa infatti esattamente dove sparare, cogliendo il punto debole della madre devota, della donna in carriera, della lesbica con vizietto. 

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