L’AMORE DURA TRE ANNI

L’AMORE DURA TRE ANNI

Seimila euro e un bicchiere di Pouilly-Fumé al giorno per tutto l’anno, in un bicchiere con inciso il nome del fortunato. E’ il Prix de Flore, competizione letteraria avviata nel 1994 da Frédéric Beigbeder. Uno scrittore nato a Neuilly-sur-Seine, con studi al Lycée Montaigne e all’Institut d’études politiques (Sciences Po per la futura classe dirigente che lì viene iscritta per diritto di nascita), non poteva scegliere altro luogo. Al Café de Flore, l’intello-parigo sfoggia i suoi completi di velluto e i suoi capelli lunghi – ora corredati da una barba finto selvaggia, che secondo i maligni serve a celare il doppio mento. A torso nudo, con gran lavoro di Photoshop, compare invece sui manifesti pubblicitari delle Galeries Lafayette, reparto uomo. E’ diventato famoso spiattellando i segreti dell’agenzia di pubblicità che lo aveva a libro paga, nel romanzo intitolato “Euro 13,89” (l’anticonsumismo paga sempre, anche se certe cose si erano già lette nei “Persuasori occulti” di Vance Packard, che nel 1957 aveva annunciato il nuovo fascismo dell’advertising). In un’intervista pubblicata sull’Huffington Post, Beigbeder parla di comunismo a proposito di un tiramisù da quattordici euro spartito tra due commensali, si paragona a Marx perché brani del suo libro sono nel programma del Pcf francese, misura la decadenza della Francia ricordando che il padre aveva venti persone di servizio, compreso un bibliotecario privato, che andava a far la spesa con l’autista, e aveva un conto aperto dal droghiere per comprarsi le caramelle. A lui tocca guadagnarsi la vita vendendo romanzi e sceneggiature, facendosi vedere nei locali alla moda e prestandosi come dj per le feste alle fiere del libro. Il personaggio invita a tenersi alla larga, il film si fa guardare con divertimento  (anche meglio del romanzo “L’amore dura tre anni”, sempre da Feltrinelli). Piantato dalla moglie dopo tre anni, Marc Marronnier – ritratto abbastanza fedele dello scrittore e regista – teorizza che quella è la durata massima della passione, prima che i bacetti diventino battibecchi. Trova una sostituta abbastanza antipatica, e intanto cerca di pubblicare un libro intitolato appunto “L’amore dura tre anni”. Le scene con la sua editor sono spassose, anche per chi non frequenta l’ambiente editoriale. Lo sono anche le forme dell’adulterio french style: pranzo e camera d’albergo a ore.

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