IL DITTATORE

IL DITTATORE

Piccola antologia di colpi bassi, per capir subito se siete favorevoli o contrari. “Le donne che studiano sono come le scimmie sui pattini: non servono a niente ma fanno tanto ridere”. “Oh, è nata una femmina. Dov’è il bidone della spazzatura?”. “L’America è stata costruita dai neri e ora la possiedono i cinesi”. La dedica “alla cara memoria” del collega coreano Kim Jong-il. Il dialogo tra due con la faccia mediorientale, a bordo di un aeroplanino che sorvola New York: parlano della Porsche 911, mimano curve strettissime e rumor di motori, i turisti a bordo capiscono solo “undici settembre” e passano un brutto quarto d’ora. Le battute contro il Collettivo Terra Libera, che coltiva e vende prodotti biologici. Sembra uscito da una puntata della serie tv “Portlandia”, di Fred Armisen e Carrie Brownstein: al ristorante chiedi come si chiamava il pollo che hai nel piatto, e ti assicuri che abbia becchettato mais senza ogm; le lesbiche che gestiscono la libreria non vendono mai niente perché quando il cliente indica un libro, “in quel dito puntato vedono un fallo”. Le ascelle ruspanti e cespugliose di Anna Faris, affettuosamente chiamata “Hobbit”. Il nuovo arrivato – Sacha Baron Cohen – viene preso per un rifugiato politico dello staterello di Wadiya, e qualsiasi stronzata gli esca dalla bocca è accolta con benevoli sorrisi (si civilizzeranno poi, hanno le loro usanze, dobbiamo rispettare le altre culture). In realtà di Wadiya è il dittatore, momentaneamente spodestato da un sosia nel suo discorso alle Nazioni unite (chi ricorda la visita di Ali G a “Boutros Boutros Boutros Boutros Ghali”, ancora ride per l’insistenza con cui il rapper chiedeva: “Ma Disneyland fa parte dell’Onu? E cosa aspettate a darle il diritto di veto?”). Noi siamo favorevoli, anzi di più: davanti a un comico capace di fare tutto, e di farlo bene, siamo sprovvisti di difese (e non è bello ridere dalla prima scena all’ultima, poi uscire, pentirsi e fare le pulci). Raramente i comici di parola sono bravi a far ridere con il corpo. Ancora più raramente chi fa satira politica riesce a far satira di costume. Chi è bravo nelle citazioni cinematografiche si dimentica di arredare il set in maniera decente. Chi sa fare il mattatore finisce per mettere in ombra gli altri attori. Sacha Baron Cohen passa da indicibili volgarità a sublimi dialoghi da Fratelli Marx. Non tirate in ballo i cinepanettoni, siamo su un altro pianeta.

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